Trieste, 17 ott. (Adnkronos) - “Questa mattina, verso le ore 9.40, un detenuto cinquantenne di nazionalità italiana condannato in primo grado a 18 anni di reclusione, ridotti in appello a 16 anni, per l’omicidio della sua ex convivente, si è tolto la vita impiccandosi all’interno del bagno della propria cella del carcere di Trieste utilizzando la cinta dell’accappatoio sorretta alla cerniera della porta del bagno”. Ne dà notizia Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, Sappe. “Il detenuto è stato immediatamente soccorso dal personale infermieristico del carcere e dal personale medico del 118 che per più di 40 minuti hanno cercato di rianimarlo", spiega Capece aggiungendo che “lo stesso detenuto, già nel luglio scorso ha tentato di buttarsi nel vuoto della tromba delle scale del Tribunale di Trieste, ma in quella occasione è stato prontamente salvato dalla scorta della Polizia Penitenziaria che afferrandolo per le gambe riuscivano a riportarlo sul pianerottolo, rischiando a loro volta la vita”. “L’annosa e nota carenza di organico di Polizia Penitenziaria di circa trenta unità che interessa il carcere di Trieste, non consente di offrire un’adeguata e assidua sorveglianza a quei soggetti particolarmente inclini a gesti inconsulti - sottolinea Giovanni Altomare, segretario regionale del Sappe per il Friuli Venezia Giulia - Un solo agente deve sorvegliare anche cento detenuti".