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Papa: "La gente muore di fame ma ci si preoccupa delle banche"

domenica 19 maggio 2013

3' di lettura

Città del Vaticano, 18 mag. (Adnkronos/Ign) - Monito del Papa sulla necessità dell'etica nella vita pubblica, oggi a Piazza San Pietro, nel corso dell'incontro con i movimenti e le associazioni. "La mancanza di etica nella vita pubblica fa male all'umanità intera", ha detto Francesco parlando alle circa 200mila persone presenti. La vera crisi "è la gente che muore di fame, ma di questo non passa niente ma se calano gli investimenti delle banche se ne fa una tragedia" ha sottolineato Papa Francesco. Dice Bergoglio che "è contro questa mentalità che deve andare la Chiesa, attraverso la testimonianza". Francesco ha fatto riferimento alla "crisi profonda" che "distrugge l'uomo. Nella vita pubblica, se non c'è l'etica tutto si può fare", ha aggiunto il Papa. "Quando la chiesa diventa chiusa, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno, una chiesa chiusa è ammalata, la chiesa deve uscire verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano. Gesu' ci dice andate, predicate, date testimonianza del Vangelo". "Quello che e' in crisi - ha aggiunto il Papa - e' l'uomo come immagine di Dio, una crisi profonda. In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci solo di noi", ha aggiunto il Papa sottolineando l'esigenza di "non chiudersi di fronte ai problemi". "Non possiamo diventare cristiani inamidati, dobbiamo diventare coraggiosi" ha avvertito il Pontefice. Papa Francesco, come e' sua consuetudine, fa anche un esempio pratico per dimostrare cio' che vuol dire: "Quando io andavo a confessare, chiedevo: 'ma lei da' l'elemosina? E quando da' l'elemosina guarda negli occhi la persona povera? E gli tocca anche la mano o gli butta solo la monetina?'. E' proprio qui il problema -evidenzia Bergoglio- Perche' non basta fare l'elemosina, bisogna prendere su di noi il dolore. La povertà -ragiona ancora Papa Francesco- è una categoria teologale, forse la prima categoria perché il figlio di Dio si è fatto povero: è la carne di Cristo". In mattinata il Pontefice ha puntato il dito contro le "chiacchiere distruttive" nella Chiesa, parlando alla Messa nella Domus Santa Marta. "Disinformazione, diffamazione e calunnia sono peccato!". Il Pontefice, celebrando la Messa insieme a don Daniel Grech del Vicariato di Roma, punta il dito contro chi fa "la disinformazione: dire soltanto la metà che ci conviene e non l'altra metà; l'altra metà non la diciamo perché non è conveniente per noi. Alcuni sorridono...ma quello è vero o no? Hai visto che cosa? E passa. Secondo è la diffamazione: quando una persona davvero ha un difetto, ne ha fatta una grossa, raccontarla, 'fare il giornalista'...e la fama di questa persona è rovinata". "E la terza è la calunnia: dire cose che non sono vere. Quello è proprio ammazzare il fratello. Tutti e tre -ha aggiunto Francesco- disinformazione, diffamazione e calunnia, sono peccato. Questo è dare uno schiaffo a Gesù nella persona dei suoi figli, dei suoi fratelli". Per Francesco mattinata di udienze. In particolare, verso le 11 il Pontefice ha incontrato la Cancelliera tedesca Angela Merkel. E' la seconda volta che i due si incontrano. La prima volta è accaduto il 19 marzo, subito dopo la messa di insediamento del Pontefice.

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