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Lirica: Maggio Musicale, mercoledi' incontro commissario-sindacati, sigle ancora divise

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 19 mag. (Adnkronos) - Mercoledi' nuovo incontro tra i sindacati e Francesco Bianchi, commissario straordinario del Maggio Musicale Fiorentino. Sul tavolo e' attesa una proposta da parte delle organizzazioni sindacali, alternativa a quella presentata dal commissario lunedi' scorso. Ma le posizioni sono ancora diverse e i tagli annunciati da Bianchi sono stati giudicati "inaccettabili". In sostanza, secondo il piano di salvataggio della Fondazione messo a punto dal commissario, ci sono 75 esuberi, ai quali si aggiungono 44 cause pendenti, definite da Bianchi "un problema all'orizzonte", che diverrebbero a loro volta esuberi nel caso in cui il giudice del lavoro ne stabilisse il reintegro. Il tutto prevede un risparmio 'strutturale' di 4,5 milioni di euro all'anno. L'alternativa, paventata da Bianchi, sarebbe la liquidazione del Maggio. "Ci sono ancora posizioni diverse con le altre sigle sindacali -spiega all'Adnkronos Paolo Aglietti, della Slc-Cgil- con la Fials non e' stato possibile nemmeno vedersi. Noi stiamo maturando degli orientamenti che abbiamo condiviso con la Cisl e speriamo di riuscire a condividerli, fra domani e martedi', anche con la Uil e la Fials, in modo da presentare una proposta unica che avrebbe un valore diverso. Gli orientamenti ovviamente ci sono -sottolinea Aglietti- il problema e' capire se si possono conciliare. Se tra domani e martedi' esce una posizione unitaria forte, allora potremo esprimerci. Anche se -afferma- ho il sospetto che l'intenzione sia quella di andare verso la liquidazione e che noi siamo trascinati nel classico giochino del rimpallo di responsabilita'". E rincara: "In caso di liquidazione di una struttura come il Maggio, ci sarebbero solo 'morti', gente con una grande professionalita' che si ritroverebbe per strada senza alcuna tutela. Per noi non ci sono ammortizzatori sociali come la cassa integrazione o altro, ma solo dodici mesi di Aspi (l'Assicurazione sociale per l'impiego, ndr) per chi ha piu' di 50 anni, per gli altri addirittura otto mesi. Che cosa si vuole? C'e' da aprire il nuovo teatro -conclude Aglietti- e lo si vuole gestito da una fondazione vuota?". (segue)

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