(Adnkronos) - Il 95% dei comuni dell'Emilia Romagna ha parte del territorio soggetto a rischio idrogeologico per le frane e le alluvioni, secondo l'analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che sono 313 i comuni con parte del territorio a rischio. Una situazione favorita dall'abbandono dell'attivita' agricola soprattutto nelle aree marginali dove e' piu' importante la presenza degli uomini per la salvaguardia del territorio. Non e' un caso che l'85 %dei cittadini emiliano-romagnoli - secondo l'indagine Coldiretti/Censis - pensa che l'agricoltura sia importante perche' aiuta a tutelare l'ambiente (83 per cento), contribuisce a salvaguardare il territorio e il paesaggio dalla siccita' (81 per cento) e, laddove gli venga consentito, svolge un ruolo importante nella prevenzione degli effetti di eventi meteorologici (77 per cento). Ma il settore per l'85 %puo' anche contribuire al rilancio della crescita regionale, il 42 %perche' ne puo' essere un pilastro e l'altro 43 %perche' puo' creare occupazione di qualita' e ricchezza. Tanto e' vero che - concludono Coldiretti/Censis - l'86 %degli intervistati consiglierebbe ai figli o ai nipoti di lavorare in agricoltura come imprenditore. "L'Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell'abbandono che ha tagliato del 15 %le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo", afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che "ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che in Italia oltre 5 milioni di cittadini si trovano in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 %dell'intero territorio nazionale".