Milano, 8 mag. - (Adnkronos) - Nuova condanna per Silvio Berlusconi: i giudici della seconda Corte d'Appello di Milano hanno confermato totalmente la pena inflitta in primo grado e condannato l'ex premier a 4 anni di reclusione per frode fiscale (tre condonati per l'indulto) per l'acquisizione dei diritti tv Mediaset e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e a tre anni dal dirigere societa' e contrattare con la Pubblica amministrazione, nonche' a 10 milioni di euro come provvisionale del risarcimento danni all'Agenzia delle Entrate. Un verdetto che rischia di avere un risvolto politico sul governo Letta. Confermata l'assoluzione per Fedele Confalonieri presidente di Mediaset, mentre il collegio, presieduto da Alessandra Galli, ha inflitto dopo sei ore di camera di consiglio tre anni al produttore cinematografico Frank Agrama, considerato dalla Procura il "socio occulto" del Cavaliere. L'appello, iniziato il 18 gennaio scorso, si chiude cosi' con una "sentenza al di fuori di ogni logica" per Niccolo' Ghedini, legale dell'ex premier. "In nessun altro tribunale avremmo avuto questo verdetto", commenta. Una sentenza che non tiene conto delle dichiarazioni rese in aula il primo marzo scorso dall'ex premier e che arriva, come in primo grado, anticipando la decisione della Consulta chiamata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione relativo al legittimo impedimento negato dai magistrati milanesi per l'udienza del primo marzo 2010. Se la Corte Costituzionale dovesse decidere che la richiesta della difesa e' legittima (il verdetto e' atteso entro giugno), le lancette dell'orologio giudiziario subirebbero una brusca frenata mettendo a rischio un processo che si prescrive entro settembre 2014. (segue)