Roma, 9 mag. - (Adnkronos) - Bassa scolarizzazione, scarsa indipendenza personale ed economica e un tasso di violenza domestica ancora alto. E' il quadro che emerge dal "Rapporto sullo stato della mamma di oggi", presentato oggi da Intervita nell'ambito della campagna di sensibilizzazione "Mia Mamma è (anche) una Donna", lanciata in vista della festa della mamma e che indaga il mondo delle madri dal punto di vista dei bambini. Intervita ha coinvolto 1500 bambini di alcuni quartieri di Milano (Vigentino, Morivione, Fatima, Cermenate), Napoli (San Lorenzo-Vicaria) e Palermo (Borgo Vecchio), dove sono attivi i centri, per raccontare chi sono le loro madri, che problemi vivono nel quotidiano, cosa amano fare e cosa le rende tristi. Per l'indagine sono stati individuati 5 aspetti chiave: educazione, emotività, uguaglianza ed emancipazione, violenza e libertà. I dati più sconcertanti riguardano sicuramente l'aspetto della violenza: dai colloqui con bambini e ragazzi è infatti risultato evidente un generalizzato alto tasso di violenza all'interno delle famiglie. In particolare, in alcuni contesti più che in altri, episodi di violenza domestica sulle madri sono talmente diffusi da essere spesso socialmente accettati e condivisi. In Italia, rileva il Rapporto, 6 milioni 743mila donne hanno subito violenza (31,9% della classe di età tra i 16 e i 70 anni) e 3 milioni 961mila donne hanno subito violenze fisiche. E sono 120 le vittime di femminicidio solo del 2012. A rendere singolare la situazione italiana è un dato sconcertante: solo il 18,2% delle donne che hanno subito violenze li considera reati e solo il 7,2% li denuncia. Addirittura il 33,9% non ne parla con nessuno. Dati desolanti se si pensa che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità a livello mondiale, la violenza tra le mura domestiche è considerata la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne (14 - 50 anni). Molte delle madri che frequentano i centri Intervita non godono di una piena libertà. Molte non posseggono un telefono cellulare a causa della gelosia del partner. La maggior parte di queste donne, inoltre, non vive in maniera indipendente il proprio tempo libero: i mariti e compagni gelosi o assenti per lunghi periodi da casa, impediscono loro di costruire spazi privati da dedicare al divertimento o al relax. Sono invece concessi spazi per la cura del corpo (parrucchiere, estetista, massaggiatrice), purché a domicilio: luoghi affollati e promiscui, come le palestre, non sono particolarmente graditi dalle figure maschili. Per quanto riguarda l'educazione, dal Rapporto emerge un senso di impotenza delle madri rispetto ai risultati scolastici dei figli; da parte dei figli invece emerge un forte desiderio di rivalsa e riscatto sociale e il desiderio di avere mamme maggiormente istruite in grado di assisterli nello svolgimento dei compiti a casa e di interagire in maniera più paritaria con i professori. Sono soprattutto le ragazze a percepire la fatica di alcune mamme a celare sentimenti negativi come malessere, tristezza, nervosismo, ma alo stesso tempo esse ritengono sia giusto che anche le mamme possano vivere liberamente la propria emotività. Altro dato interessante, in famiglia, anche nelle realtà più moderne, non vi sono casi in cui un uomo si dedica totalmente alle pulizie domestiche, alla cucina, alla cura dei figli. In Italia, rileva il Rapporto, il livello di diffusione dei servizi per la prima infanzia è pari al 20% contro il 33% della media europea. Questo significa in prima istanza legare indissolubilmente molte madri al vincolo casalingo e di child care e quindi impedire spesso una legittimazione dei propri diritti di donna. Lo stato di queste madri viene raccontato dai figli anche attraverso un elenco di desideri per le proprie madri riportati all'interno del rapporto. Eccone alcuni: 'Vorrei che avesse il diritto di non essere maltrattata', 'Vorrei che avesse il diritto di scegliere cosa vuole dalla vita', 'Vorrei che avesse il diritto ad avere almeno 5 minuti tutti per sè, senza pensare agli altri', 'Vorrei che avesse diritto a un reddito di Mammanza'. L'Associazione Intervita Onlus è presente in Italia dal 1999 con la sede di Milano. E' un'organizzazione non governativa di cooperazione allo sviluppo, aconfessionale, apartitica e indipendente, che ha l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle fasce più deboli di popolazione in Italia e nei paesi del Sud del mondo in particolare donne e bambini.