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Shale gas e rinnovabili, politiche a confronto negli Stati Uniti e in Europa

Pietra miliare nei rapporti tra i due continenti il protocollo di Kyoto
domenica 9 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 3 giu. - (Adnkronos) - Le politiche energetiche di Stati Uniti ed Europa sono sostanzialmente divergenti, da una parte il forte impulso dato alla ricerca ed all'estrazione dei combustibili tradizionali, come lo shale gas ottenuto dalla frantumazione delle rocce prodonde, dall'altra, in Europa, una politica che punta con forza sulle energie rinnovabili. Una divergenza che però, secondo uno studio dell'Università di Hohenheim, vede obiettivi comuni da raggiungere seppure percorrendo vie diverse, come la sicurezza energetica , la sostenibilità ambientale e la competitività economica. Le priorità dei due continenti dal 1990 hanno subito sostanziali cambiamenti attribuibili a problemi di politica interna, preoccupazioni geopolitiche, differente disponibilità di risorse e mutamento dei mercati, a cui si aggiungono la pressione delle opinioni pubbliche e, per quanto riguarda l'Unione Europea, l'adesione di nuovi Paesi. Tutto ciò si è tradotto in un diverso approccio al tema dell'energia e allo sbocco su nuovi mercati con metodi e obiettivi di collaborazione diversi. Negli Stati Uniti poi, negli ultimi tempi, il forte impulso dato alla produzione di shale gas e gli importanti risultati raggiunti, con una stima di riserve a oggi valutate in 50 anni, hanno visto sempre più avvicinarsi il traguardo dell'autosufficienza nel breve periodo a cui si aggiungerà, nel medio, quello della esportazione netta di gas combustibili e che farà del Paese uno dei maggiori produttori di energia al mondo. Pietra miliare nei rapporti tra i due continenti il protocollo di Kyoto, non ratificato dagli Stati Uniti, Prima del protocollo, varato nel 1997, obiettivo prioritario era la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, dopo Kyoto i Paesi europei hanno dato maggiore peso alle preoccupazioni ambientali, promuovendo i certificati di emissione (ETS), hanno fissato obiettivi di produzione per i biocarburanti ed hanno varato delle linee guida per il raggiungimento dei target di efficienza energetica, stimolando il mercato delle energie rinnovabili e delle imprese. Negli Stati Uniti le prospettive offerte dallo shale gas hanno reso possibile l'avvio di politiche tendenti alla riduzione del costo dei carburanti a beneficio della produzione industriale. Secondo lo studio questo sviluppo parallelo di gas da frantumazione degli Usa e di energie rinnovabili in Europa diversifica ed arricchisce le scelte di approvvigionamento energetico mondiali, stimolando la competizione e la concorrenza. Base comune è il tentativo di arrivare ad una diminuzione delle importazione ed alla indipendenza energetica. Ogni sistema a tuttavia degli aspetti che lasciano aperto il campo a riserve: l'estrazione dello shale gas è infatti accusata di avvelenare le falde sottostanti ai giacimenti e desertificare le aree in cui insistono le piattaforme di perforazione, le energie 'verdi', eoliche, fotovoltaiche e solari sono da una parte considerate 'drogate' dalle forti incentivazioni statali e dall'altra gravate dal problema dello stoccaggio delle eccedenze prodotte nei momenti di picco e dall'insufficienza della rete.

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