Roma, 4 giu. - (Adnkronos) - La crisi economica, la precarieta', la paura per il futuro. Le inquietudini del giorno d'oggi irrompono a teatro e vanno in scena a Lucca nella settimana dal 10 al 16 giugno prossimi nell'ambito della rassegna dei 'Teatri del Sacro'. Ventidue spettacoli a ingresso libero che avranno al centro le inquietudini dell'attualita': dalla crisi economica, alla questione del perdono per le stragi di mafia e di terrorismo, al rischio di distruzione violenta del Creato, da Chernobyl a Fukushima. Il ciclo di spettacoli e' stato presentato oggi in una conferenza stampa alla presenza di monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei nonche' direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali. "Il teatro -ha osservato mons. Pompili- e' il luogo metaforico dove si rappresentano i drammi del nostro vivere. Drammi che possono essere tradotti e condivisi perche' anche il teatro e' un luogo per esprimere le nostre inquietudini e le speranze". In particolare, il 12 giugno andra' in scena la rappresentazione che ha al centro la crisi economica. Siamo in una grande citta' dell'Italia di oggi. Quattro persone si ritrovano per strada: un manager esodato, uan donna malata in attesa di cure, una cantante di talento, una signora benestante ma terremotata. Sono i protagonisti di 'Paranza-Il miracolo', spettacolo di denuncia in cui i personaggi, attanagliati dalle inquietudini, finiscono per chiedere un miracolo. Sulle scene a Lucca anche la questione del nucleare. Il 13 giugno con lo spettacolo 'Guasto' si portera' in scena il risveglio di alcune persone durante l'esplosione del reattore della centrale nucleare di Chernobyl. Lo spettacolo si concentra sul rapporto tra l'uomo e la natura e sulla possibilita' che l'uomo ha di guastare questo rapporto. Il 14 giugno sara' la volta di 'Chi resta'. La compagnia 'Proxima res' ha lavorato per mesi incontrando e intervistando figli, nipoti, amici di persone morte nelle stragi di mafia e di terrorismo: la rabbia, la ricerca di giustizia, l'importanza della memoria, il confronto tra vittime e la concessione del perdono.