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Caserta: Daverio, da Bray mi aspetto una presa di coscienza

domenica 9 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 5 giu. - (Adnkronos) - Sulla situazione della Reggia di Caserta "da Bray mi aspetto una presa di coscienza che puo' certamente avere dei risvolti positivi". Il critico d'arte Philippe Daverio, che domenica scorsa 'armato' di un megafono, su una carrozzella tirata da un cavallo, davanti alla Reggia di Caserta ha lanciato l'appello per salvare uno dei simboli dell'Italia nel mondo, commenta cosi', all'Adnkronos, la decisione del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, di convocare per martedi' prossimo al Mibac tutti i soggetti istituzionali interessati per esaminare la situazione della reggia borbonica a due passi da Napoli. "La situazione del palazzo reale vanvitelliano -spiega Daverio- e' complessa, non tanto per la sua gestione ministeriale interna, complessivamente corretta, quanto per il suo rapporto con la citta' e con il territorio". Quello che serve, secondo il noto critico d'arte che ieri ha lanciato un analogo appello a Palermo per i beni della Sicilia, e' il coinvolgimento dell'Unione Europea nel patrimonio culturale del meridione d'Italia. "Io lancio un movimento d'opinione, 'Save the Italy', appellandomi a tutta la civilta' occidentale della quale l'Italia e' una delle culle piu' importanti. Il nostro patrimonio nazionale -sottolinea Daverio- e' la risultanza di sette patrimoni preesistenti che il nostro Paese, in 150 di storia unitaria, ha dimostrato di non sapere gestire". "Il mio intervento di ieri a Palermo, che si candida a Capitale europea della Cultura nel 2019, va nella stessa direzione: vanno fatti degli interventi di restauro -rimarca lo storico dell'arte- non per fare turismo, ma per fare prodotto e identita' culturale. E anche la questione del patrimonio siciliano va affrontata a livello europeo. Serve un progetto trasversale che prepari un'opinione, una cultura diffusa. Mi piacerebbe che questa causa fosse recepita dal Mibac, e in tal senso ho avuto una lettera di sostegno dal sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni e un'altra dal presidente del Fai, Andrea Carandini. In questo senso faccio un appello agli uomini di buona e cattiva volonta'. Ma dico anche, e lo sottolineo da studioso del fenomeno della criminalita' al Sud, che l'unico modo per combattere le mafie, sta nel recupero e nel restauro del patrimonio culturale. E' un settore -conclude Daverio- nel quale la criminalita' organizzata non riesce a competere perche' e' troppo grezza".

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