Firenze, 5 giu. - (Adnkronos) - E' 'l'oro blu del XXI secolo', ovvero l'acqua, a rendere più precari gli equilibri mondiali come, in passato, lo è stato il petrolio. E' allarme lanciato stamani (Giornata mondiale dell'Ambiente) nell'Aula Magna dell'Università di Firenze da sei tra i massimi esperti mondiali nel recupero, nella conservazione, nell'uso e nella distribuzione dell'acqua. Per la loro competenza e per le loro ricerche hanno ricevuto il Premio internazionale "Il Monito del Giardino" promosso dalla Fondazione Bardini Peyron col contributo dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. La manifestazione ambientalista, che promuove un confronto di alto livello scientifico sulle principali emergenze del pianeta, ha scelto questo tema per l'edizione 2013 nella consapevolezza che, attorno ad un bene così indispensabile, continuano a scatenarsi guerre, per la sua mancanza ogni anno muoiono oltre 3 milioni di persone e un terzo delle risorse idriche complessive sono consumate solamente da India, Cina e Stati Uniti d'America. In apertura dei lavori hanno portato il loro saluto il rettore dell'ateneo Alberto Tesi, il presidente della Fondazione Parchi monumentali Bardini e Peyron Michele Gremigni e il consigliere di Publiacqua Luciano Baggiani. "Ben 276 bacini e 265 falde acquifere presenti sulla terra - ha spiegato l'israeliano Aaron Wolf, abile mediatore nelle più delicate vertenze internazionali legate all'oro blu, a cominciare dal conflitto arabo-israeliano e vincitore del primo premio, l'unico in denaro (15.000 euro) - attraversano i confini politici di due o più Paesi. I bacini internazionali coprono il 45,3% della superficie terrestre, interessano circa il 40% della popolazione mondiale e incidono per circa l'80% della portata globale dei fiumi. Il 90% della popolazione mondiale vive in Paesi all'interno di bacini internazionali ma, mentre il rischio di controversie paralizzanti è particolarmente alto in queste aree, la storia dimostra che essa può anche catalizzare il dialogo e la cooperazione perfino tra popoli storicamente litigiosi". Purtroppo però, "secondo la maggior parte delle previsioni sui cambiamenti climatici, in futuro l'aumento della variabilità di acqua potrebbe alterare gli attuali equilibri idropolitici e compromettere la capacità degli Stati di onorare i loro impegni in materia". Il forte aumento dei fenomeni estremi, ha sottolineato Pasquale Steduto (Vicedirettore della Divisione di acqua e terre Fao, Nazioni Unite, Roma), assieme all'incremento demografico accentueranno le condizioni negative delle zone aride e di quelle umide, rendendo più scarse le risorse naturali, mentre continueranno ad aumentare i fabbisogni primari dell'umanità, a cominciare dall'acqua. Per far fronte a questo processo sarà dunque necessario incrementare l'efficienza e la produttività del settore agricolo oltre a ottimizzare la raccolta delle acque. Ad esempio il volume delle acque di drenaggio ri-utilizzato in agricoltura è stimato in 4.000-4.500 milioni di metricubi l'anno, ma potrebbe tranquillamente raddoppiare. La necessità di un nuovo approccio al problema che veda lavorare assieme studiosi, ecologisti, tecnici per elaborare soluzioni condivise sempre più urgenti, visti anche i recenti disastri ambientali in Europa, è stato sottolineato dagli altri 'maestri d'acqua' premiati: Tony Allan, lo studioso che per primo ha formulato il concetto di 'acqua virtuale', ovvero la quantità del prezioso liquido necessaria per produrre gli alimenti che consumiamo e gli oggetti necessari alla nostra vita; Simon Langan, per la sua infaticabile opera quale capo dell'Ufficio dell'International Water Management Institute (IWMI) per il Bacino del Nilo e l'Africa orientale; Helgard Zeh, chiamata la 'maestra dei fiumi' per le sue competenze di ingegneria naturalistica contro le alluvioni e le esondazioni; Angela Morelli, apprezzata comunicatrice e definita a livello internazionale "ambasciatrice" dell'acqua virtuale e degli studi sull'impronta idrica. "Dobbiamo pensare ad un nuovo sviluppo delle politiche ambientali - ha osservato il presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e presidente della giuria del premio professor Giampiero Maracchi - considerando che una delle prime conseguenze di questa fortissima mutazione climatica ed ambientale si ha nell'agricoltura per la quale è necessario rivedere il modello di sviluppo che è stato valido negli ultimi 50 anni. L'urgenza del momento esige collaborazione mentre spesso accade, e mi riferisco soprattutto al mondo politico, che siano prese decisioni sulla base di suggestioni, di interessi di parte, di mode o di posizioni affrettate e scarsamente documentate, prive di una base conoscitiva accurata e seria". Oltre a Maracchi, fanno parte della giuria internazionale il professor Francesco Ferrini (segretario scientifico) e studiosi e comunicatori come Marco Bindi, Antonio Cianciullo, Erasmo De Angelis, Raffaello Giannini, Simone Orlandini, Stefano Mancuso, Lucilla Minelli, Pia Pera, Mariachiara Pozzana, Giannozzo Pucci, Simone Siliani, Rossella Sleiter, Vieri Torrigiani Malaspina, Massimo Venturi Ferriolo. La compagine organizzativa del Premio è composta da Riccardo Monni, ideatore e segretario, Marcella Antonini, segretario generale della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e da Elena Marzili, consigliere della medesima Fondazione. Per il tema scelto quest'anno, 'Il Monito del Giardino' ha ottenuto il Premio di rappresentanza del Capo dello Stato ed è inserito tra gli appuntamenti dell'Onu in occasione dell'Anno internazionale per la cooperazione idrica. La manifestazione ha il patrocinio dell'International Hydrological Programme dell'Unesco, della Regione Toscana, dell'Università di Firenze e dell'Accademia dei Georgofili e si è potuta realizzare anche grazie al sostegno di Publiacqua, Unicoop Firenze e Life Beyond Tourism. Il premio, nato nel 2007, è stato così intitolato per sottolineare l'urgenza degli allarmi che la natura lancia in difesa del pianeta e intende mantenere viva la riflessione sull'armonia complessiva del 'giardino degli uomini' che è la Terra. In questi anni, oltre a svolgere un'intensa opera di sensibilizzazione su questi temi, ha prodotto anche una collana editoriale con gli atti di tutte le edizioni, in lingua italiana e inglese.