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Cultura: Fai con Federculture e Italia Nostra, Roma cambi registro

domenica 9 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 5 giu. (Adnkronos) - Roma cambi registro e punti sulla sua unicita' e ricchezza culturale per superare l'attuale crisi. Lo sostengono Federculture, il Fai e Italia Nostra, invitando la nuova amministrazione che dovrebbe insediarsi in Campidoglio dopo i ballottaggi di lunedi', a investire maggiormente nei musei, nei teatri, nei grandi giardini storici, nei siti archeologici, nelle biblioteche, ma anche nei grandi enti di produzione culturale e artistica. Per fare questo servono nuovi modelli di governance, orientati da una visione della cultura come bene pubblico e che crei le condizioni per la diffusione di nuove e piu' ampie forme di collaborazione tra pubblico e privato, di cooperazione con soggetti sociali del terzo settore o di affidamento a privati di spazi e servizi, laddove ce ne siano le condizioni. I presidenti di Federculture, Roberto Grossi, del Fai, Andrea Carandini, e di Italia Nostra, Marco Parini, hanno fornito oggi, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dati sconfortanti: i primi 5 musei di Roma realizzano 3,6 milioni di visitatori all'anno, contro quelli di Londra che ne fanno 25,3, di New York 15,4, di Parigi 23,4, mentre a Istanbul sono 7 milioni e a Tokyo quasi 10. Sul fronte del turismo, crescono le presenze attestandosi a 23 milioni nel 2012, ma Roma e' ancora meno visitata di Parigi, 29 milioni di presenze, e di Berlino, 25 milioni. Quanto allo spettacolo, se nei teatri di Roma in un anno entrano circa 2 milioni di spettatori, in quelli di New York sono oltre 28 milioni, a Tokyo 12 e a Londra circa 14 milioni. Intanto le risorse stanziate da Roma Capitale per la cultura sono diminuite di oltre 15 milioni di euro in cinque anni. Ma quello della cultura e della creativita' a Roma, affermano le tre associazioni, e' un settore economico cruciale: genera un valore aggiunto di circa 9,5 miliardi di euro all'anno, il 12,3% dell'economia culturale nazionale, e da' lavoro a 141mila occupati, l'11% degli occupati totali in cultura, piu' dell'edilizia che ne conta 43.500. "Serve, dunque, una visione e una strategia -affermano Federculture, Fai e Italia Nostra- che ponga la cultura al centro delle azioni dell'amministrazione nei prossimi anni". Per questo le associazioni indicano come prima proposta che il futuro vicesindaco abbia anche la delega per la cultura, affiancata a quella per il turismo, e ne faccia il fulcro delle politiche della Giunta capitolina. (segue)

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