Pesaro, 8 giu. (Adnkronos) - Ammonta a oltre 5 milioni di euro il volume della frode fiscale scoperta dai militari della compagnia della guardia di finanza di Pesaro, che vede coinvolti un'associazione sportiva di calcio del pesarese e numerosi imprenditori locali e di altre regioni d'Italia, come Emilia Romagna, Basilicata, Toscana e Umbria. L'inchiesta durata un paio d'anni, coordinata dalla procura, "ha scoperchiato la pentola" dei bilanci gonfiati dell'associazione sportiva e ha portato alla denuncia di quattro persone. Il capitolo sul quale si sono concentrate le attenzioni della guardia di finanza ha riguardato principalmente quello delle sponsorizzazioni, in gran parte risultate sovrafatturate. Lo stratagemma per frodare il fisco consisteva, appunto, nell'emettere fatture gonfiate, di tre o anche quattro volte superiori all'importo effettivamente pagato per la sponsorizzazione; in seguito, una parte dei proventi precedentemente concordata, che gli sponsor fornivano attraverso assegni o bonifici, veniva restituita in contanti e "in nero" a questi ultimi. In tal modo l'associazione sportiva evadeva le imposte in maniera sistematica, da una parte mediante il mancato versamento dell'Iva, dall'altra emettendo fatture per prestazioni di servizi relative a sponsorizzazioni prive di qualsiasi ricostruzione logica, permettendo, di conseguenza, a numerosi imprenditori di medie e grandi dimensioni, di dedurre dai loro redditi costi e spese mai sostenute e creando, altresi', fondi neri per operazioni extracontabili. (segue)