(Adnkronos) - "Credo che i valori della famiglia in generale -sottolinea Ozon- sia essa borghese o proletaria, siano fragili per se stessi. Nel film c'e' una famiglia della 'middle class', e Claude arriva con ironia, deride apparentemente la famiglia, ma pian piano ci rendiamo conto che lui in realta' sta cercando di entrare a far parte di una famiglia, di provare un senso di appartenenza in linea con quello che e' il desiderio di tutti i giovani, che tutto sommato sono abbastanza conservatori nel loro bisogno di trovare un'armonia e un equilibrio. Forse Claude vorrebbe arrivare a distruggere tutto, come il protagonista di 'Teorema' di Pasolini, ma prevale in lui il bisogno di trovare un suo 'posto'". A Roma insieme con Ozon per presentare il film c'e' il giovane protagonista Umhauer, che confessa come non sia stato facile affrontare il ruolo di Claude: "Sono stato assalito da una grande tensione all'inizio -afferma l'attore all'Adnkronos- anche perche' si trattava della mia prima volta da protagonista. Un ruolo importante, diretto da quello che e' considerato l'autore francese piu' venduto all'estero. Ho provato una grande difficolta' e un certo disagio nell'identificarmi con il personaggio e sentivo molta tensione". Poi pero' a, poco a poco, anche grazie alla maestria di Ozon, per Umhauer e' arrivata la scioltezza. "Ho capito di dovermi liberare di tutte le ansie -racconta Umhauer- anche perche', oltre ad Ozon, nel cast c'erano anche degli attori molto importanti. Ma soprattutto perche' il personaggio di Claude e' un manipolatore e quindi non potevo convivere con un mio stato d'animo di turbamento. A quel punto -conclude- ho deciso di considerare i miei partner come i personaggi e non come gli attori che sono, e sono riuscito a immedesimarmi in Claude".