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Favori ad alcune aziende: finisce in manette Lancini, sindaco leghista di Adro

Sono in tutto 24 gli indagati dalla Procura di Brescia
domenica 10 novembre 2013

2' di lettura

Milano, 8 nov. - (Adnkronos) - Il sindaco leghista di Adro Oscar Lancini è stato arrestato questa mattina dai carabinieri di Brescia insieme ad altre cinque persone. A carico del primo cittadino e degli altri cinque arrestati vari reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la turbata libertà degli incanti, la turbata libertà della scelta del contraente e il falso ideologico. Sono in tutto 24 gli indagati dalla Procura di Brescia. Lancini, famoso per aver tappezzato la scuola del paese con il simbolo del sole delle Alpi e per aver tolto la mensa ad alcuni bambini le cui famiglie avevano difficoltà a pagare la retta (che venne poi pagata da un imprenditore del posto, Silvano Lancini, che aveva sottolineato di aver compiuto quel gesto perché "i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati piccoli passi verso il baratro"), non è l'unico membro della giunta comunale di Adro colpito dall'ordinanza del gip: anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Giovanna Frusca, è finita agli arresti domiciliari. Stesso provvedimento anche per Carmelo Bagalà, segretario reggente del Comune di Adro, per il responsabile dell'area tecnica del Comune, Leonardo Rossi, e per due imprenditori edili, Alessandro Cadei ed Emanuele Casali. Gli arrestati sono indagati, a vario titolo, per i reati di turbata libertà degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Le indagini, avviate lo scorso anno e condotte anche con intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno consentito, nel complesso, di provare che gli indagati, a vario titolo, avrebbero utilizzato crediti che il Comune di Adro vantava nei confronti di imprenditori locali per finanziare l'area feste di via Indipendenza, ad Adro. L'esecuzione dell'opera, dal valore complessivo superiore al milione di euro, sarebbe stata affidata, mediante accordi collusivi e mezzi fraudolenti volti ad evitare i bandi di gara, direttamente ad imprenditori vicini al primo cittadino. Gli indagati avrebbero inoltre attestato falsamente, verbalizzando delibere di giunta, la gratuità ed urgenza della realizzazione dell'opera, che era invece onerosa per l'Amministrazione comunale. Inoltre, a vario titolo, avrebbero messo in atto, con accordi collusivi, una turbativa d'asta in relazione all'aggiudicazione di un'area comunale, nel frattempo deliberata ed inserita nel patrimonio alienabile di quell'Amministrazione, in favore di un imprenditore locale. Nell'ambito dell'operazione, sono state anche notificate 18 informazioni di garanzia ad amministratori pubblici, pubblici funzionari ed imprenditori, nonché eseguite numerose perquisizioni e sequestri.

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