Roma, 9 set. (Adnkronos) - Una scia di polemiche ha preceduto la scomparsa, avvenuta oggi per arresto cardiaco, dello scrittore Alberto Bevilacqua. Polemiche legate soprattutto al suo ricovero a Villa Mafalda, dell'11 ottobre scorso, resosi necessario a causa di un'insufficienza cardiaca. Da Villa Mafalda Bevilacqua non e' piu' uscito e vi e' rimasto fino alla morte di oggi, nonostante i tentativi della compagna, Michela Macaluso, di trasportarlo in una struttura ospedaliera, secondo lei piu' adatta a curarlo. Polemiche che avevano riaperto il dibattito sul testamento biologico e sulle coppie di fatto. Nato a Parma il 27 giugno del 1934, Bevilacqua e' stato scrittore, poeta e anche regista cinematografico. Considerato un alchimista della fantasia, fin da giovane attira l'attenzione di Leonardo Sciascia che, nel 1955, gli fa pubblicare la sua prima raccolta di racconti dal titolo 'La polvere sull'erba'. Non soddisfatto dell'esordio con la narrativa, Bevilacqua scrive anche la sua prima raccolta di versi, 'L'amicizia perduta', pubblicata nel 1961. Dopo 'Una citta' in amore' del 1962, arriva la fama internazionale nel 1964 con 'La califfa', che nel 1970 diventa un film interpretato dalla coppia Romy Schneider e Ugo Tognazzi e che vede lo stesso Bevilacqua dietro alla macchina da presa. Da quel momento inizia una scia di successi con 'Questa specie d'amore' che nel 1966 vince il premio Campiello (anche questo diventato film che vinse il David di Donatello), 'L'occhio del gatto', vincitore del premio Strega nel 1968, 'Il curioso delle donne' del 1983, 'I sensi incantati' del 1991 e per ultimo, 'Storia della mia storia' pubblicato nel 2007 con Einaudi. Nell'estate dello stesso anno girano voci di una sua candidatura al Nobel per la Letteratura. (segue)