Torino, 9 set. (Adnkronos) - Ci sono tre indagati per l'incendio dello scorso 3 agosto al Museo di Scienza naturali di Torino. Si tratta della direttrice del settore patrimonio della Regione Piemonte, Maria Grazia Ferreri, e di due dirigenti tecnici regionali. L'ipotesi di reato e' di disastro colposo. In questi giorni sul tavolo del pm Raffaele Guariniello, titolare dell'indagine, e' arrivata una prima relazione dei vigili del fuoco che hanno rilevato diverse violazioni. A esplodere era stata una delle 60 bombole di gas inerte che costituivano l'impianto antincendio nel piano interrato della struttura. Ma dai documenti trovati e' risultato che il collaudo delle bombole, obbligatorio ogni dieci anni, era scaduto dal 2010. Inoltre i bomboloni non erano collegati all'impianto che, di fatto, non funzionava. Secondo quanto accertato anche per le tre bombole dell'impianto al secondo piano del museo, queste invece collegate, il collaudo era scaduto dal 2009. Circostanze che risulta fossero state segnalate alla direzione dalla societa' appaltatrice dei lavori di manutenzione nella struttura. Mancava inoltre il certificato di prevenzione incendi senza contare che in base alle norme nella struttura sarebbe obbligatorio un impianto antincendi automatico. Nell'ultimo mese e' stata gia' fatta la bonifica dell'area. Intanto la procura sta facendo verifiche su altri edifici regionali.