Roma, 12 set. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Ho venduto un sogno, ma anche se non si e' realizzato nel modo sperato, ha comuque lasciato qualcosa di positivo a tutti". Cosi' Alessandra Celesia, regista di 'Mirage a' l'italienne', parla del suo documentario in concorso nella sezione lungometraggi del Milano Film Festival, che segue il destino di cinque italiani in cerca di un'opportunita' all'estero per un futuro migliore. A Torino, nel 1995, durante un altro periodo di crisi, subito dopo tangentopoli, su tram e autobus compare un annuncio: "Cerchi lavoro? L'Alaska ti aspetta". "Mi era rimasto impresso - dice la regista - e, quando mi hanno chiesto se avevo qualcosa da raccontare sull'Italia, ho pensato fosse perfetto per descrivere l'attualita'. Ho contattato un'azienda di salmoni in Alaska e riproposto gli stessi annunci pubblicitari". Ci sono state un numero impressionante di richieste, nel film si assiste ai colloqui di selezione ed emerge un diffusissimo desiderio di fuga: "Abbiamo parlato con persone disperate, imbestialite, che avevano voglia di sfogarsi ed era solo il 2010, chissa' cosa succederebbe ora?". Non lo vuole definire un esperimento sociale (cinque mesi e 190 mila euro di budget), ma "un ibrido, un reality che tende alla fiction, forse. Ho presentato un'idea delirante ai produttori di un canale televisivo francese, Canal Art, proponendo un work in progress che non si sapeva bene dove sarebbe andato a finire. E' stato inusuale, di solito un documentario si fa su qualcuno, stavolta non avevo i personaggi, perche' sarebbero stati i candidati che rispondevano all'annuncio". (segue)