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Il biofuel di prima generazione al 6% non incide sull'agricoltura italiana

domenica 15 settembre 2013

2' di lettura

Roma, 12 set. - (Adnkronos) - Non avrà particolari ripercussioni sulle aziende agricole italiane l'approvazione, da parte dei Parlamentari europei del tetto abbassato al 6% delle produzioni agricole destinate alla produzione dei biocombustibili di prima generazione. Il voto di ieri, che diminuisce di 4 punti percentuali la quota attualmente in vigore, non influenzerà il mercato italiano dove la produzione di biogas di prima generazione non supera la soglia del 5%. Quello che invece preoccupa, riferisce la Confagricoltura all'Adnkronos, è piuttosto che, se da un lato si sono voluti mettere dei paletti alla produzione di biogas di prima generazione, dall'altro non sono state avviate iniziative concrete per incentivare la ricerca sui combustibili di 2° e 3° generazione che utilizzano anche, e soprattutto, sottoprodotti e rifiuti. "D'altronde, afferma Confagricoltura, nel breve periodo, i biocarburanti di seconda generazione potranno contribuire in modo limitato al raggiungimento degli obiettivi europei, dal momento che i sottoprodotti ed i rifiuti sono già inseriti in altre filiere industriali e le modifiche approvate ieri dal PE vanno ulteriormente nella direzione di un utilizzo "a cascata" di rifiuti e residui (raccolta differenziata, riutilizzo nell'industria, ecc.). Va inoltre ricordato, continua l'organizzazione degli agricoltori italiani di Confindustria, che i biocarburanti in Europa oggi sono prodotti nel rispetto di rigidi criteri finalizzati al rispetto della sostenibilità ambientale". L'Organizzazione degli imprenditori agricoli fa presente poi che i cambiamenti repentini della normativa potrebbero produrre ingenti danni all'industria del settore nonostante la moratoria per gli impianti in esercizio al 2013; senza tener conto che oggi alcuni sottoprodotti dell'industria dei biocarburanti di prima generazione, come i panelli di soia e di girasole, svolgono un ruolo importante sul mercato delle proteine vegetali, di cui l'Unione europea è ampiamente deficitaria. Sarebbe poi opportuno, secondo Confagricoltura che, alla luce delle proposte approvate dal Parlamento europeo e della attuale situazione italiana dei biocarburanti, venga finalmente sostenuto e promosso il biometano che utilizza per la sua produzione limitate superfici agricole, facendo largo utilizzo di biomasse che oggi non costituiscono reddito per gli agricoltori (colture di secondo raccolto, oppure prodotte su terreni marginali, effluenti zootecnici, sottoprodotti agricoli e industriali).

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