Perugia, 19 nov. - (Adnkronos) - Secondo il ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi, in Italia "l'attuale normativa sull'immigrazione e' ancora legata a una visione emergenziale e presuppone una sua configurazione solo lavorativa" quando invece "l'immigrazione non puo' piu' essere solo competenza di chi si occupa di sicurezza e di mercato del lavoro" ma "ci vuole un'idea sull'immigrazione" . "In Italia - ha detto ancora il ministro - abbiamo considerato l'immigrazione come un fatto di emergenza: Lampedusa ne era il paradigma. Ci siamo divisi tra il partito del buon cuore e quelli che gridavano all'invasione. Tra chi aveva paura e chi aveva fiducia, magari per motivi umanitari. Ma c'e' un salto di comprensione del fenomeno, non fatto. Il problema oggi infatti non e' il multiculturalismo, ma la deculturazione di tanti italiani che non sanno come affrontare il quotidiano". Parlando della legge Bossi-Fini, il ministro, a Perugia per un convegno sull'integrazione in Europa, ha evidenziato che "addirittura si arrivava a misure punitive, come la sopratassa sulle rimesse degli stranieri (la piu' grande forma di cooperazione internazionale), che ho prontamente cancellato". "Abbiamo una platea di immigrati che si stabilizza- ha spiegato ancora - una svolta importante nella nostra storia migratoria. Nelle scuole crescono insieme centinaia di migliaia di minori, italiani di nascita e non. E sempre piu' la presenza straniera e' equilibrata e composita, fatta di famiglie, di gente che ha scommesso sull'Italia, tanto da volervi crescere i propri figli, da acquistare casa. Non e' piu' possibile ragionare solo in termini di "contrasto all'immigrazione clandestina" e di "flussi". Non si tratta piu' solo di reagire alle dinamiche migratorie, bensi' di fare una proposta investendo sull'integrazione".