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Carceri: a Stampa Romana giornata per la cultura dell'informazione

domenica 25 novembre 2012

2' di lettura

Roma, 20 nov. (Adnkronos) - "Bisogna far crescere la cultura dell'informazione su cui poggiano i diritti di cittadinanza. La cultura dell'informazione va declinata in vari modi, abbiamo molte carte deontologiche ma la Carta di Milano sui diritti dei detenuti contribuisce, perche' interviene anche in termini di linguaggio, ad un'inversione culturale". Lo ha detto Paolo Butturini, segretario dell'Associazione stampa romana, durante la giornata di dibattito "Carcere: parole, pensieri ed omissioni", organizzata oggi dall'Associazione stampa romana, per portare all'attenzione dell'informazione come parlare, raccontare e occuparsi di carcere nei media. Un primo passo potrebbe essere "La Carta di Milano", ha spiegato Letizia Gonzales presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, nata un anno fa, la Carta "e' il primo passo per arrivare all'approvazione di un codice a livello nazionale che regoli i rapporti tra media e mondo carcerario. L'informazione ha una grande responsabilita', per questo e' nata l'idea di una carta deontologica - ha aggiunto Gonzales - perche' ci siamo resi conto che non tutti i giornalisti avevano ben chiaro di cosa parlavano quando scrivevano di carcere, detenzione e famiglia. E questo e' dovuto anche alla fretta e alla velocita' con cui si spesso siamo costretti a lavorare". Secondo Gerardo Bombato, presidente dell'Ordine dei giornalisti Emilia Romagna, e' auspicabile che queste "occasioni di confronto e dialogo si moltiplichino in modo che il problema esca dalle stanze di categoria per coinvolgere tutti i soggetti che agiscono nell'emergenza carcere. E' un sollecito anche all'Ordine nazionale dei giornalisti - sottolinea Bombato - perche' prenda in seria considerazione questa Carta gia' approvata dall'Ordine della Lombardia, dell'Emilia Romagna e del Veneto". Presente al dibattito anche il senatore Roberto Di Giovan Paolo (Pd), che ha sostenuto: "Non bisogna inventare niente di nuovo, bisogna rimettere insieme le forze. Va ritrovato il modo di fare rete perche' delle carceri ci si occupi in maniera concreta. La stampa in questo e' fondamentale perche' puo' cambiare la societa'."

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