Roma, 20 nov. (Adnkronos) - 'Andrea' e' un nome bipartisan, per cui si puo' tranquillamente dare sia ad un maschio che ad una femmina, senza timore che ingeneri confusione tra i sessi. Il via libera arriva dalla Cassazione che ha dato ragione ad una coppia 40enne di Pistoia che si e' battuta sino in Cassazione per vedere riconoscere il nome 'Andrea' alla figlia. Secondo la Prima sezione civile, "il nome Andrea, anche per la sua peculiarita' lessicale, non puo' definirsi ne' ridicolo ne' vergognoso se attribuito ad una persona di sesso femminile, ne' potenzialmente produttivo di un'ambiguita' nel riconoscimento del genere della persona cui e' stato imposto, non essendo piu' riconducibile, in un contesto culturale ormai non piu' rigidamente nazionalistico, esclusivamente al genere maschile". Di tutt'altro avviso erano stati il Tribunale di Pistoia e, successivamente, la Corte d'appello di Firenze (3 agosto 2010) che avevano imposto alla coppia toscana, Paolo e Giuseppina, di anticipare il nome 'Giulia' ad 'Andrea' affinche' il nome completo fosse 'Giulia Andrea', sostenendo che il solo 'Andrea' nella tradizione culurale italiana era fuorilegge, violando l'art. 35 del d.p.r. 396 del 2000, ai sensi del quale il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso". Ora la Cassazione ha liberalizzato il nome 'Andrea', spiegando che "la natura sessualmente neutra" del nome in questione "nella maggiorparte dei paesi europei, nonche' in molti paesi extraeuropei, tra i quali gli Stati Uniti, per limitarsi ad un ambiente culturale non privo d'influenze nel nostro paese, unita al riconoscimento del diritto d'imporre un nome di provenienza straniera al proprio figlio minore nei limiti del rispetto della dignita' personale, non puo' che condurre ad una soluzione opposta a quella fornita dalla sentenza di secondo grado". Anche la pubblica accusa di piazza Cavour rappresentata da Costantino Fucci aveva oseggiato il solo nome 'Andrea' per la bambina. (segue)