Palermo, 20 nov.- (Adnkronos) - Una white list in convenzione con la Dia, delle imprese certificate a cui la pubblica amministrazione, in forza della tracciabilita' economica, finanziaria e contributiva delle proprie attivita', potra' dare appalti, concessioni, contributi. Il risanamento rigoroso del bilancio della Regione Sicilia attraverso un piano finanziario, annuale e triennale. L'offerta agli investitori regionali ed extraregionali, mediante politiche di incentivazione e marketing istituzionale che facciano pure leva sui fondi Ue, di aree, capannoni, interi settori come il turismo e i beni culturali. Sono i tre pilastri su cui, secondo la Cisl Sicilia che stamani ha riunito a Palermo i 200 componenti del consiglio generale regionale, dovra' incentrarsi il patto sociale d'emergenza contro la crisi e per lo sviluppo, per il quale il sindacato guidato nell'Isola da Maurizio Bernava chiede al neo-presidente della Regione, Rosario Crocetta, un segnale forte, gia' nei prossimi giorni. Noi ripete Bernava presente Maurizio Petriccioli, della segreteria confederale nazionale offriamo la nostra disponibilita' a sederci al tavolo. Anzi, riteniamo che al tavolo debbano sedersi, assieme al governo e ai rappresentanti degli enti locali, tutte le forze economiche e sociali portatrici di una cultura di ricostruzione civile. Per la Cisl, la Sicilia e' letteralmente al bivio: il trend attuale sostiene il sindacato entro il 2014 portera' la Regione tecnicamente al default. E questo e' la riprova che ad essere fallito, ad essere stato condannato dalla storia, e' il modello economico, sociale, culturale, etico e politico sul quale negli ultimi decenni la Regione e' stata governata e che e' incentrato sulla gestione miope, scellerata, clientelare delle risorse e della cosa pubblica. Il patto sociale che la Cisl propone, e' espressione di un altro modello etico e politico, rimarca Bernava richiamando quellidea di societa' costruita sugli investimenti produttivi, lontana anni luce dalla logica degli sprechi e della distribuzione a pioggia delle risorse, che e' stata anche alla base, nei mesi scorsi, della mobilitazione congiunta, in Sicilia, di sindacati e imprese. Anche da qui scaturisce la critica cislina sul tema delle partecipate. Serve un investimento sulla verita', insiste il sindacato, e servono piani di ristrutturazione, riorganizzazione e riequilibrio finanziario. Per la Cisl, la questione va affrontata assieme da Regione, governo nazionale, enti locali e forze sociali, a un tavolo ministeriale unificato in cui mettere a punto un accordo-quadro da collegare ai necessari piani di ristrutturazione. Il consiglio generale ha anche lanciato la sfida di una radicale riorganizzazione interna nel segno della partecipazione e del trasferimento del baricentro dellassociazione, verso le aziende e il territorio. Cosi', le Unioni provinciali cisline, entro il congresso regionale dellaprile 2013, dovranno assicurare, mediante lindividuazione di nuove zone, un diffuso radicamento e uno strutturato presidio territoriale. Inoltre, sempre entro il congresso dovra' essere completata lintegrazione tra sedi provinciali avviata qualche settimana fa e da cui scaturira' il nuovo assetto territoriale della Cisl, nellIsola. Le cinque nuove Unioni territoriali, saranno: Palermo e Trapani; Agrigento, Caltanissetta e Enna; Ragusa e Siracusa. E poi Messina e Catania. A tirare le conclusioni del parlamentino sindacale, Petriccioli per il quale l'accordo per la produttivita' in discussione in questi giorni a Roma, segna una svolta. Il premier Monti ci ha convocati domani annuncia Petriccioli li', in quella sede, a palazzo Chigi, firmeremo l'intesa che punta a dare piu' salario ai lavoratori attraverso l'incentivazione, con una mera cedolare secca del 10%, del secondo livello della contrattazione.