(Adnkronos) - In un momento storico ed economico in cui la finanza e' stata considerata responsabile della crisi economica globale e dei cambiamenti degli assetti politici di varie nazioni che hanno dovuto prendere posizioni ben precise, la riflessione su un comportamento etico della finanza si rende assolutamente necessario. Il dibattito, che vedra' l'esposizione degli interventi di esperti della materia, moderati da Giuliano Giubilei vicedirettore del Tg3 e conduttore dell'edizione principale del telegiornale, parte da questo impegno. Discutere sulla reale possibilita' di riportare l'economia in genere e la finanza in particolare a una dimensione umana e sociale. Finanza ed etica sembrerebbero infatti, allo stato attuale, due mondi di per se' non solo inconciliabili, ma anche in forte contrasto. Riacquistare un'etica finanziaria consentira', dunque, di attenuare i criteri di competizione che identificano l'attuale sistema di economia e finanza avanzate per favorirne uno nuovo nel quale prevalga un'ottica di collaborazione ed equo profitto o profitto sostenibile. La teoria economica, da John Stuart Mill ad Adam Smith e Kenneth Arrow, ha sempre riconosciuto l'importanza della fiducia, dell'empatia, per qualsiasi attivita' economica. La mancanza di fiducia infatti innalza i costi delle transazioni economiche costringendo gli agenti a impiegare tempo e denaro per la ricerca di partner affidabili e per controllarne i comportamenti, con il rischio di selezionare e premiare quei manager che meglio di altri sono in grado di manipolare le aspettative degli investitori, in modo da alimentare artificiose lievitazioni del valore dei titoli azionari. (segue)