(Adnkronos) - "Il vero bene dell'umanita', accessibile nella fede, apre l'orizzonte nel quale si deve muovere il suo cammino di scoperta", ha chiarito Papa Ratzinger. Vanno pertanto incoraggiate, ad esempio, "le ricerche poste a servizio della vita e miranti a debellare le malattie. Importanti sono anche le indagini volte a scoprire i segreti del nostro pianeta e dell'universo, nella consapevolezza che l'uomo e' al vertice della creazione non per sfruttarla insensatamente, ma per custodirla e renderla abitabile". Cosi' "la fede non entra in conflitto con la scienza, piuttosto coopera con essa, offrendo criteri basilari perche' promuova il bene di tutti, chiedendole di rinunciare solo a quei tentativi che - opponendosi al progetto originario di Dio - possono produrre effetti che si ritorcono contro l'uomo stesso". Anche per questo, "e' ragionevole credere: se la scienza e' una preziosa alleata della fede per la comprensione del disegno di Dio nell'universo, la fede permette al progresso scientifico di realizzarsi sempre per il bene e la verita' dell'uomo, restando fedele a questo stesso disegno". Ecco perche' "e' decisivo per l'uomo aprirsi alla fede e conoscere Dio e il suo progetto di salvezza in Gesu' Cristo". Nel Vangelo "viene inaugurato un nuovo umanesimo, un'autentica 'grammatica' dell'umano e di tutta la realta'. Preghiamo - ha concluso Benedetto XVI- perche' tutti ritrovino in Cristo il senso dell'esistenza e il fondamento della vera liberta': senza Dio, infatti, l'uomo smarrisce se stesso".