Bruxelles, 21 nov. - (Adnkronos) - I Paesi membri dell'Ue, a norma della legislazione europea, devono svolgere valutazioni del rischio di alluvioni per i propri bacini idrografici e redigere piani di gestione del rischio. La Commissione ritiene che la normativa italiana di attuazione della direttiva sulle alluvioni sia eccessivamente restrittiva, in quanto esclude le alluvioni provocate da eventi non meteorologici (ad esempio, tsunami) e da cedimenti infrastrutturali quali la rottura di una diga. Le autorità italiane hanno accettato di apportare le opportune modifiche ma, nonostante una lettera di messa in mora della Commissione al riguardo nel marzo 2012, il problema permane. Per questo, la Commissione ha emesso un parere motivato (la seconda fase nell'ambito dei procedimenti per infrazione dell'Ue) nei confronti dell'Italia, che ha ora due mesi per rispondere. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia dell'Ue.