Roma, 21 nov. (Adnkronos Salute) - Italiani bocciati sulla fibrillazione atriale. Uno su tre (36,5%) "non sa cosa sia", mentre il 28,5% "ne ha sentito parlare, ma non sa esattamente di cosa si tratti". Nonostante la fibrillazione atriale rappresenti il piu' comune tra i disturbi del ritmo cardiaco, sono 850 mila le persone colpite in Italia. E' la fotografia della ricerca 'Fibrillazione atriale: diffondere le conoscenze e migliorare le cure' condotta dal Censis con il contributo dell'azienda Boehringer Ingelheim. Il report ha evidenziato che l'anomalia cardiaca e' un fenomeno ancora poco conosciuto dall'opinione pubblica. L'indagine, supportata da un gruppo indipendente di esperti composto da alcuni dei principali specialisti italiani e internazionali, e' stata presentata oggi a Roma al Senato. Secondo la ricerca "circa un italiano su sei non e' a conoscenza del fatto che la patologia accresce di ben cinque volte la possibilita' di essere colpiti da un ictus, con un impatto letteralmente devastante per la salute dell'individuo: la meta' dei pazienti perde la vita entro 12 mesi, mentre la probabilita' di invalidita' e' del 60%". Nel nostro Paese sono 40 mila le persone che soffrono della combinazione delle due patologie. Ma il numero complessivo dei casi di fibrillazione atriale raddoppiera' entro il 2050, una crescita del tasso d'incidenza che provochera' un incremento della probabilita' di essere colpiti da un ictus, con conseguenti ripercussioni sia sulle condizioni di salute dell'intera collettivita', sia sulla spesa sanitaria. Le principali fonti d'informazione sanitaria consultate dai cittadini vedono in testa con il 73,3% delle preferenze il medico di famiglia. (segue)