Catania, 22 nov. - (Adnkronos) - "Con la sentenza emessa lo scorso 14 novembre dalla Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna di mio figlio Antonio ad 8 anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore Filippo Raciti, per molti si e' posta la parola fine su questa vicenda giudiziaria. Per molti ma non per tutti. Certamente non per me, Roberto Speziale, papa' di Antonio, che dopo aver dovuto sopportare il peso dell'ingiusta condanna di mio figlio, sto subendo un vero e proprio attacco mediatico, per di piu' senza diritto di replica". E' quanto afferma in una nota Roberto Speziale, padre di Antonio, uno dei due ultras del Catania condannati per la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti durante gli scontri avvenuti intorno allo stadio Massimino di Catania il 2 febbraio 2007 durante il derby calcistico tra gli etnei ed il Palermo. Nella nota del padre di Speziale resa pubblica dal legale del giovane, l'avvocato Giuseppe Lipera, si legge: "Proprio per tale motivo, per dar sfogo anche alle mie ragioni di padre e non soltanto a quelle della vedova dell'ispettore Raciti, io Roberto Speziale chiedo di poter dar voce alla mia verita', dichiarandomi pronto - annuncia - ad un confronto con la signora Marisa Grasso dinanzi alle testate giornalistiche che vorranno rendersi disponibili, perche' si continui a parlare, ma non limitandosi ad una sola voce come avvenuto sino ad ora, di una vicenda che, contrariamente a quanto si pensa - ha concluso Roberto Speziale - non si e' affatto conclusa".