(Adnkronos) - "Questo, ovviamente e purtroppo, non significa che il territorio toscano non sia affetto da fenomeni franosi, significa solo che il numero insediamenti abitativi minacciato dalle alluvioni e' maggiore di quello minacciato da frane. Cio' e' abbastanza ovvio, se si pensa a come certa urbanistica tanto creativa quanto ignorante abbia prevalentemente invaso pianure alluvionali e aree costiere che in natura sarebbero lagune, ben piu' di quanto non abbia fatto con versanti ripidi ed instabili", ha osservato Fagioli. Danni, non solo vittime. E il fango diventa rifiuto da smaltire. In Italia dal 1960 a oggi le vittime sono state in totale oltre 4mila, gli sfollati e i senzatetto per le sole inondazioni superano rispettivamente i 200mila e i 45mila. Nel 2011 si sono avute 43 vittime, 2.159 sfollati e 14 regioni colpite, mentre nel 2012, 10 vittime e 11 regioni colpite. "Gli stessi dati Cnr Irpi mostrano anche come in Toscana, rispetto ad altre regioni, i danni ai beni siano comparativamente molto maggiori rispetto al danno alle persone, segno che le stringenti normative della nostra regione, e la preparazione e buon senso dei cittadini ci hanno consentito per ora di evitare, in molti casi, il peggio". "Le piane alluvionali, guarda caso, - continua la presidente Fagioli - si chiamano cosi' proprio perche' create dalle alluvioni e quindi alle alluvioni soggette. Il terribile fango, che ad ogni disastro invade garage, capannoni e case, altro non e' che un naturalissimo sedimento, esattamente come quelli su cui quelle case, garage e capannoni sono stati edificati. Un materiale naturale che per magia burocratica, nel dopo alluvione, senza alcuna distinzione si trasforma in rifiuto da smaltire, a carissimo prezzo per la collettivita', ad altissimo lucro per gli ecofurbi di turno". (segue)