Reggio Calabria, 22 nov. (Adnkronos) - Le tre persone arrestate nell'operazione condotta dai carabinieri questa mattina nella Piana di Gioia Tauro Saverio Mammoliti, Antonio Mammoliti e Danilo Carpenelli, danneggiavano le coltivazioni per convincere i proprietari a lasciare i terreni. Una pratica diffusa che e' una "tipica modalita' mafiosa che vanifica il lavoro onesti di tanti anni". Cosi' il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza ha commentato l'indagine coordinata alla Dda e condotta insieme alla Procura di Palmi. "Il tentativo di accaparrarsi i terreni rientra nella visione arcaica delle 'ndrine ma in questi gesti -ha proseguito il magistrato riferendosi anche agli atti intimidatori subiti dalla cooperativa sociale Valle del Marro Libera Terre- ho visto qualcos'altro. Non solo la finalita' di lucro ma il volere contrastare il valore simbolico della confisca tenendo conto del significato che assume agli occhi della collettivita'". Con questa operazione, ha sottolineato Sferlazza, "lo Stato ripristina la legalita' e riacquista e riacquisisce i beni che erano diventati della collettivita'".