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Un premio contro la contraffazione, assegnati i 'Dona' dell'Unc

Contraffazione un sistema da 7 miliardi di euro l'anno
domenica 25 novembre 2012

3' di lettura

Roma, 22 nov. - (Adnkronos) - E' andato a Pietro Grasso, alla Guardia di Finanza, alle Capitanerie di Porto e a Sergio Marini, presidente di Coldiretti, il premio per le personalità 'Vincenzo Dona, voce dei consumatori 2012' dell'Unc, l'Unione Nazionale Consumatori che ha promosso la cerimonia di oggia Roma. Al procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso il premio è stato assegnato "per l'impegno profuso nell'evidenziare che la contraffazione è oggi un fenomeno ancora troppo spesso sottovalutato e per questo terreno ancor più fertile per la criminalità organizzata che ne fa una delle aree di investimento più redditizie", si legge nella motivazione del premio. (VIDEO) Grasso è stato premiato anche "per aver sottolineato l'esigenza di informare ed educare i consumatori sulle conseguenze della contraffazione, così da combattere quello che è innanzitutto un problema culturale". La Guardia di Finanza è stata premiata "per il significativo ruolo svolto nel contrastare il 'mercato del falso' attraverso un'attenta attività di controlli in materia di abusivismo e innumerevoli sequestri di prodotti non a norma che danneggiano non solo le imprese oneste ma anche i consumatori", mentre le Capitanerie di Porto "per la competenza e la determinazione impiegate nel garantire il completo rispetto delle normative, vigilando costantemente e realizzando importanti sequestri al fine di combattere il commercio abusivo e tutelare i consumatori". Infine, Sergio Marini è stato premiato "per l'impegno speso nel tutelare il made in Italy, sottolineando l'esigenza di importanti campagne di sensibilizzazione per combattere la contraffazione nel settore agroalimentare troppo spesso minacciato dalla vendita di scadenti imitazioni spacciate per prodotti italiani, con gravi conseguenze sull'economia del nostro Paese e sulla sicurezza dei consumatori". Prodotti agroalimentari e capi d'abbigliamento, accessori, oreficeria, giocattoli e anche farmaci. Il made in Italy taroccato non conosce limiti e va dai beni di lusso a quelli di consumo, rappresentando non solo un danno economico per il Paese ma anche un rischio per la salute dei consumatori. Il sistema della contraffazione in Italia "vale circa 7 miliardi di euro l'anno, dato che raddoppia con la contraffazione telematica", osserva Giovanni Fava, presidente della Commssione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, intervenuto oggi alla tavola rotonda del 'Premio Vincenzo Dona - voce dei consumatori 2012', assegnato dall'Unione nazionale consumatori. Un fenomeno trasversale, dunque, che ha visto la Guardia di Finanza sequestrare "solo nei primi 10 mesi nel 2012, 80 milioni di prodotti contraffatti contro i 105 milioni del 2011, cifra che verosimilmente supereremo visto che è nel periodo natalizio che si intensificano i controlli e i sequestri", sottolinea Giuseppe Peleggi, direttore dell'Agenzia delle Dogane. Un aumento che può spiegarsi anche attraverso le parole del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso: "Il mercato delle contraffazioni è in continua ascesa perché la mafia ha scoperto che rischiando poco si fanno grossi profitti. E dietro la criminalità organizzata c'è tutta una zona grigia che va dalle società si money transfer a chi falsifica le analisi. L'Italia - aggiunge Grasso - è in testa alla classifica dei sequestri di beni contraffatti, seguita da Germania, Bulgaria e Polonia, per un valore di miliardi e miliardi di euro". Oltre alla moda, anche il settore dell'oreficeria fa gola ai falsificatori del Made in Italy. Secondo i dati di Federorafi, il fenomeno arriva a intaccare il volume di affari del comparto (6,5 miliardi di euro l'anno) addirittura per il 30-40% nel caso dei grandi gruppi, ma finisce per danneggiare anche le piccole imprese artigianali. Non c'è poi limite alla fantasia dei contraffattori, perché se tutti hanno presenti le borse griffate taroccate esposte sulle bancarelle, in pochi sanno che anche il pesce è vittima di questa truffa, tanto che la Guardia di Finanza ha da poco scoperto il fenomeno della contraffazione dei polpi veraci, venduti come nostrani ma in realtà provenienti dalla Cina. Per rimanere in tema di pescato, vale la pena ricordare il pesce ghiaccio venduto come bianchetto, il pangasio venduto come merluzzo e proveniente dai più inquinati fiumi del Vietnam, la verdesca spacciata per pesce spada. Nel 2011 sono stati 26 mila i kg di pesce taroccato sequestrati e anche in questo caso la cifra potrebbe raddoppiare alla fine di quest'anno. Natale, la crisi taglia i regali si spenderà il 9% in meno. E' allarme contraffazione Contraffazione: Catania, impegno convergente su lotta Fini: dietro la contraffazione c'è la criminalità, consumatori evitino acquisti Catania, contrasto alla contraffazione è parte fondamentale della lotta all'illegalità

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