Roma, 23 nov. (Adnkronos Salute) - Ricevere la migliore assistenza, anche avanzata, sul territorio, senza dover andare in ospedale se non strettamente necessario. E' il principio della medicina a chilometro zero che, all'interno del modello organizzativo delle nuove cure primarie basato su servizi territoriali sempre disponibili, non deve più rappresentare una semplice opzione, ma una realtà concreta. La nuova sfida per il Servizio sanitario nazionale, ovvero le 'cure di prossimità', sono in grado di far risparmiare una cifra compresa fra i 5 e gli 8 miliardi di euro ogni anno. E' un tema affrontato dalla Società italiana di medicina generale (Simg), al 29° Congresso nazionale di Firenze, nel corso del quale la Società indicherà le priorità da realizzare già dal 2013 per far fronte ai tagli che il sistema dovrà affrontare nel prossimo triennio. "E' indispensabile - spiega Claudio Cricelli, presidente Simg - garantire ai cittadini il diritto di trovare sul territorio, nella propria comunità, le migliori cure vicino a casa per essere seguiti dal medico di famiglia e dall'équipe delle cure primarie nell'intero percorso terapeutico. Nel nuovo modello, la medicina del territorio potrà avere un respiro più ampio, coordinando anche le prestazioni specialistiche e diagnostiche. Una cura attenta non solo ai malati cronici, ma anche ai disabili e ai giovani". La medicina a chilometri zero, spiega la Simg, permetterà risparmi diretti e indiretti. Da un lato prestazioni prima realizzate in ospedali, cioè in strutture complesse ad alta intensità, confluiranno sul territorio e si libereranno i nosocomi da compiti incongrui e inutilmente gravosi. Dall'altro i cittadini eviteranno code e attese per essere curati. "Disponiamo di conoscenze approfondite della epidemiologia della popolazione italiana - afferma Ovidio Brignoli, vicepresidente Simg - dei costi legati ai comportamenti dei medici, della qualità delle prestazioni erogate. Un 'patrimonio' che ci pone in una posizione privilegiata nel valutare l'impatto delle nuove soluzioni sanitarie".