Roma, 23 nov. (Adnkronos) - Cinema, letteratura e arti varie sono state da sempre ispirate dal concentrato di vita, drammi e trasgressione che il carcere contiene ed evoca. Giornali e televisione hanno con il carcere un rapporto discontinuo che oscilla tra il silenzio e le cronache a forti tinte. Ma quanto l'informazione concorre alla formazione di un'opinione pubblica consapevole sui temi del carcere e delle politiche penali? E il web, il giornalismo partecipativo, i nuovi linguaggi del cinema e della televisione possono contribuire a questa funzione? Se ne discutera' lunedi' alle 16, al Museo criminologico di Roma. All'incontro partecipano Luigi Pagano, vice capo Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Giovanni Anversa, giornalista Rai; Vincenzo Marra, regista; Domenico Manzi, ispettore di Polizia Penitenziaria; Barbara Cupisti, autrice e regista Rai; Valentina Ascione, giornalista; Assunta Borzacchiello, capo ufficio stampa del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. E' prevista la proiezione di alcuni stralci de 'Il Gemello' di Vincenzo Marra, e di 'Fratelli e sorelle-Storie di carcere' di Barbara Cupisti.