Londra, 7 ago. (Adnkronos Salute/Dpa) - Sesso prima delle gare: migliora la prestazione o è meglio evitarlo? I Giochi olimpici di Londra 2012 stanno portando alla ribalta il problema e, nonostante gli esperti continuino ad indagare sulla questione, sembra che il dilemma non sia destinato a risolversi. Le nuotatrici australiane, stando a quanto rivelato dalla campionessa olimpica Alicia Coutts, a letto preferiscono andarci da sole, addormentandosi però con la lettura di un buon romanzo erotico. Russel Mark, invece, connazionale della Coutts, si è lamentato di dover condividere la stanza con un altro atleta e non con sua moglie, nonché compagna di squadra, Lauryn. Anche la coppia tedesca costituita da Britta Steffen e Paul Biedermann, entrambi della squadra olimpica di nuoto, a Londra sono stati sistemati in stanze rigorosamente separate. "Se il sesso facesse parte della normale preparazione degli sportivi, non ordinerei nessuna astinenza", ha sostenuto Mark Brown, fisioterapista del Consiglio di medicina sportiva australiana. "Nella preparazione ad un'importante gara sportiva, molti atleti seguono dei rituali fissi - ha aggiunto il fisioterapista - e questo deve essergli consentito". Punto di vista opposto, e sicuramente più drastico, è quello costituito dalla maggior parte dei commissari tecnici, i quali ritengono che l'astinenza sessuale renda più aggressivi e agonisticamente più competitivi i propri atleti. D'altra parte, c'è chi invece ritiene che l'eccesso di aggressività e nervosismo possa far perdere la lucidità agli atleti, portando così ad esiti sportivamente infelici. Comunque, per quanto gli esperti possano pronunciarsi in materia, e per quanto i comitati olimpici possano tentare di tenere separarti i due sessi, la maggior parte degli atleti olimpici fa di testa propria, ignorando i consigli tanto dei tecnici quanto dei medici. Secondo il nuotatore statunitense Ryan Lochte, il numero di atleti presenti nel villaggio olimpico che non si astiene dal sesso oscilla tra il 70 e il 75%. Portando il discorso su un terreno prettamente scientifico, David Bishop, docente della University of Victoria, Australia, ha sostenuto che il sesso non limita obbligatoriamente la possibilità di conseguire risultati positivi. "Se seguito da un adeguato riposo, il sesso può certamente avere degli effetti positivi - ha spiegato Bishop - Se gli atleti non sono molto abituati a questa 'pratica', però, prima di una gara importante dovrebbero astenersi". Difficile dare una risposta esaustiva e precisa, puntualizzano gli esperti, perché è impossibile dar luogo ad uno studio controllato e costante. Non tutti gli sportivi, infatti, sono onesti quando si tratta di far riferimento alla propria vita sessuale. "Molti atleti hanno dei rituali piuttosto curiosi - ha spiegato Bishop - Alcuni, ad esempio, la mattina si alzano dal letto con lo stesso piede con il quale si sono alzati in occasione di una vittoria precedente. Trattano il loro corpo come fosse un talismano. E non bisogna criticarli dicendo che si tratti di sciocchezze o di superstizioni. Per il sesso vale lo stesso discorso". In conclusione, che si tratti di romanzi erotici o di donne in carne e ossa, su una cosa gli esperti sembrano convenire: gli atleti devono poter decidere autonomamente come trascorrere la notte che precede un'importante gara sportiva. La questione, però, resta comunque aperta.