Milano, 18 giu. (Adnkronos) - Il voto pro-euro della Grecia non basta a placare i timori dei mercati. Dopo un avvio sprint, le borse europee hanno perso terreno e si sono mosse in ordine sparso, con le vendite che si sono accanite sulle piazze dei Paesi periferici dell'Unione Europea. Gli investitori temono che la Troika non fara' sconti ad Atene sugli accordi di marzo. Milano e Madrid sono state le piazze piu' martellate, schiacciate dalla tensione sui mercati dei titoli di Stato e dai forti cali del comprato bancario, complice anche lo stacco delle cedole di alcune societa'. Le tensioni sulla tenuta dell'area euro si scaricano anche sul rapporto euro-dollaro, con la moneta unica a 1,26 nei confronti del biglietto verde. Tra le materie prime prosegue in rialzo l'oro, a quota 1.629 dollari l'oncia, mentre il petrolio Wti scambia a 83,10 dollari al barile fra forti oscillazioni. Fiammate anche sui mercati dei titoli governativi, con lo spread Btp-Bund che ha raggiunto quota 477 punti, per poi chiudere a 466. Al termine della seduta le europee sono contrastate con Londra e Francoforte in rialzo rispettivamente dello 0,22% e dello 0,30% e Parigi in calo dello 0,69%. Tonfo di Madrid, in flessione del 2,96%. Pesante anche Milano, con il Ftse Mib in calo del 2,85% a 13.009 punti, trascinata al ribasso dal comparto bancario e dai titoli delle utility. (segue)