(Adnkronos) Rendendo pertanto impossibile la ricostruzione del reale volume d'affari sulla base della contabilita', del tutto inattendibile per evidente falsita' dei documenti fiscali elementari, le Fiamme Gialle hanno dovuto ricostruire indirettamente tutti gli incassi del ristorante ricorrendo ad una metodologia di controllo piu' dispendiosa ma efficace. Hanno in pratica rintracciato ad uno ad uno tutti i fornitori del contribuente verificato, ai quali sono state richieste tutte le fatture di vendita delle merci prevalentemente utilizzate nell'attivita' di ristorazione (pasta, farina, pane, carne, pesce e formaggio, ecc); dai dati certi in questo modo ottenuti, riferiti agli acquisti di materie prime, sono stati calcolati, applicando in maniera scientifica le percentuali di ricarico standard proprie del settore, le somministrazioni di pasti alla clientela. In pratica, ricostruiti gli acquisti delle materie prime utilizzate nell'attivita', i finanzieri li hanno confrontati con i prezzi esposti nel menu' calcolando il numero delle portate preparate per i suoi clienti e di conseguenza il reale volume d'affari conseguito. Il risultato quantificato al termine di queste operazioni ha fatto emergere che il ristoratore, in soli 3 anni, dal 2009 al 2011, pur presentando regolare dichiarazione dei redditi, ha nascosto all'Erario oltre 600mila euro di ricavi e non versato imposte (Iva, Irap e Irpef) per quasi 300mila euro. Inoltre, avendo occultato parte della documentazione fiscale e non avendo istituito tutte le scritture contabili obbligatorie per legge (registri iva acquisti, registro dei corrispettivi), il ristoratore e' stato deferito alla Procura della Repubblica di Palermo per il reato di occultamento di scritture contabili e ora rischia una pena che va da sei mesi a cinque anni. Dall'inizio del 2012 ad oggi, nella sola citta' di Palermo, sono stati controllati 76 ristoranti per il rilascio di ricevute o scontrini, 49 dei quali verbalizzati per mancata emissione.