Napoli, 19 giu. - (Adnkronos) - Un confronto a tutto campo dei geologi sui terremoti. In Irpinia si terra' la conferenza nazionale sul rischio sismico. A confronto esperti provenienti dall'Emilia Romagna, Abruzzo, Toscana, Basilicata. La due giorni sul rischio sismico in Italia iniziera' alle ore 9 di giovedi' 21 giugno, presso la Sala Maxim del Galassia Park Hotel di Ospedaletto d'Alpinolo (Avellino) e terminera' sabato 22 giugno. Obiettivo, ripartire dall'esperienza acquisita nel corso degli ultimi 30 anni, a cominciare dal sisma del 1980 che, con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, causo' 280mila sfollati, 8.848 feriti, 2.914 morti. Furono ben otto le province interessate dal sisma e addirittura 506 i comuni danneggiati. "In Italia ancora una volta si e' posto il grande problema della vulnerabilita' del patrimonio edilizio esistente e la necessita' di verificare anche le opere costruite dopo il 2003 soprattutto in aree non classificate, come continuamente da noi ribadito", dichiara Francesco Peduto, presidente dell'Ordine dei geologi della Campania. I dati sul rischio sismico in Italia parlano chiaro: duemila terremoti l'anno, 725 i comuni nelle zone ad alto rischio sismico (Rapporto Terra e Lavoro del Cng), 2.344 a rischio medio. Nei primi risiedono circa 3 milioni di abitanti, mentre nei secondi 21,2 milioni di abitanti. Il 40% della popolazione risiede in zone ad elevato rischio sismico. (segue)