Firenze, 22 giu. - (Adnkronos) - "Il 'Piano Salva Teatro' presentato dalla dirigenza del Maggio Musicale Fiorentino alle organizzazioni sindacali, come spesso accade, presenta luci ed ombre. Infatti, un piano che prevede 45 esuberi volontari e la cassa integrazione a rotazione da luglio a dicembre con la completa chiusura del teatro nel mese di dicembre per tutti i 374 dipendenti, non puo' essere considerato soddisfacente". Lo dichiara, in una nota, Roberto Rizzo, Responsabile Dipartimento Lavoro-Welfare Idv Toscana. "Il Teatro del Maggio e' sempre stato un vanto per la cultura della nostra citta' e deve essere un punto fermo di rilancio, specie in questo periodo di crisi che attraversano il nostro Paese e la nostra citta'", spiega Rizzo. "Si e' sempre parlato di riorganizzare il Teatro per rimettere a posto un bilancio negativo e non piu' sostenibile, ma questo non puo' e deve essere un motivo per impostare questa riorganizzazione sulla pelle dei lavoratori, che certo non sono responsabili di una situazione disastrata, e che anzi hanno gia' dato il loro contributo al salvataggio del Maggio con una parte di Tfr e sono gli unici che, ancora oggi, con la loro professionalita' permettono al teatro di essere ancora all'altezza del prestigio di Firenze e della sua fama". "In questo contesto - aggiunge Rizzo - sarebbero invece piu' utili dei dirigenti all'altezza della situazione e capaci di gestire il Maggio. In particolare, noi di Idv siamo convinti della necessita' di un tavolo di programma che definisca una strada per uscire dalla crisi basata su nuovi modelli organizzativi e gestionali, e su un nuovo rapporto con il territorio. Un Teatro, insomma, che sappia combinare una sinergia fra la produzione e la creazione culturale con il repertorio in grado di saper rispondere ad una fascia sempre piu' ampia di pubblico. In questo contesto, la continuita' e la produttivita' del Teatro sono elementi imprescindibili per costruire un impianto che non abbia costi sociali per i lavoratori e per garantire un risanamento legato ad una programmazzione di qualita'". "Insomma, servono misure e una dirigenza che possano davvero risollevare le sorti del Maggio, dei lavoratori e del prestigio di Firenze", conclude Rizzo.