(Adnkronos) - I carabinieri hanno scoperto poi che il caso di Palestrina non era isolato: in pratica gli Archivi organizzavano mostre in Italia e nel mondo, documentate una al Castello Ursino di Catania e un'altra a Bangkok, con falsi patrocinii, presumibilmente proprio per 'spingere' i falsi che, dopo l'esposizione, trovavano spesso un acquirente, a prezzi salati vista la notorieta' di Modigliani (60-70mila euro per un disegno mentre per una testa in bronzo il prezzo di vendita e' stato di 75mila euro) e vista soprattutto la credibilita' degli Archivi e del suo direttore; a tal punto indiscussa che, fino all'inizio delle indagini, Parisot , residente a Roma, e' stato anche consulente dello stesso Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale che ha avviato un attento controllo sulle sue passate collaborazioni. Agli indagati sono contestati i reati di contraffazione, ricettazione e commercializzazione di opere d'arte. Fra Parisot e Vignapiano il lavoro era ordinatamente diviso: il primo certificava, il secondo vendeva grazie alla credibilita' delle sue certificazioni e, riferiscono i Carabinieri, quando era il caso presentava l'acquirente all'esperto per ulteriore rassicurazione. Disegni ed opere grafiche falsificati erano frutto di una scannerizzazione di opere autentiche poi trasferite su carta invecchiata o d'epoca, rifinite e modificate a mano. Un vero e proprio falso 'alla maniera' di Modi' l'olio su tela, un volto di donna. Apparentemente del tutto 'inventate' le steste in bronzo, tipologia di opere che, fra l'altro, non e' documentata nella produzione ufficiale di Modigliani. Per queste ultime e' stata individuata la fonderia, in Lazio, dove sono state realizzate. (segue)