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Volontariato: al via a Siena la Conferenza internazionale sul Terzo settore (3)

domenica 15 luglio 2012

2' di lettura

(Adnkronos) - A presentare l'iniziativa alla stampa, l'assessore al Welfare della Regione Toscana, Salvatore Allocca e il presidente della Fondazione Fortes, Andrea Volterrani. Per Volterrani la Conferenza internazionale di Siena sara' occasione per raccontare ad un pubblico straniero un'altra Italia, non frammentata, e lontana da stereotipi, ma fatta di tante e diverse forme di coesione sociale che sono un elemento e ricchezza imprescindibile per far ripartire il Paese dalla crisi attuale. Nei workshop italiani si raccontera' il Sistema Italia, per la promozione della coesione sociale con i suoi attori, le azioni, le radici e i processi storici, con l'obiettivo di farne comprendere e conoscere la complessita' e la genesi. "In un momento di crisi del modello di sviluppo come quello attuale - ha affermato l'assessore ala welfare della Regione Toscana, Salvatore Allocca - con il prevalere degli interessi delle borse e della finanza su quelli dei popoli e la progressiva erosione della coesione sociale, il terzo settore assume un ruolo di grande importanza: contribuire alla ricerca di nuovi modelli di sviluppo che siano sostenibili, equi e solidali. E' quanto si prefigge la conferenza internazionale che si apre oggi a Siena, un'occasione imperdibile di confronto, riflessione e approfondimento, tra cui anche la sessione specifica di venerdi' 13 luglio per fare il punto sul volontariato toscano". "Non si puo' puntare solo ad abbattere lo spread e a incrementare il Pil - ha proseguito l'assessore Allocca - La crescita economica deve coniugarsi al rispetto delle compatibilita' ambientali, rapportarsi alla promozione della persona, della sua realizzazione, della qualita' della vita di tutti, avviando percorsi di superamento degli ostacoli oggi connessi alle differenze di condizioni sociali, di genere, di etnia, di nazione. E' qui che entra in gioco il terzo settore con la sua capacita' di "abitare" le situazioni difficili, di fare da agente di cambiamento, di innovare e sperimentare nuovi modi di intervento e risposta ai bisogni negati o non riconosciuti e di cura anche individuale dei beni comuni. E' la proposta in sostanza di modelli di democrazia partecipata".

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