(Adnkronos) - Contemporaneamente un'ecocardiografia transesofagea eseguita dal dottore Guarracino evidenziava una trombosi massiva della valvola mitralica meccanica, di cui la signora era portatrice da quattro anni. La diagnosi rendeva necessario procedere a un intervento cardiochirurgico d'urgenza. Quindi, una volta nato il bambino, in buone condizioni di salute, al fine di prevenire una grave emorragia postpartum da anticoagulanti necessari all'intervento al cuore, la paziente veniva trasportata al Dipartimento Immagini e sottoposta ad embolizzazione delle arterie uterine dal dottore Roberto Cioni, direttore della Sezione di Radiologia interventistica. Quindi veniva ritrasferita nella sala operatoria della cardiochirurgia ove l'equipe composta dai cardiochirurghi Maurizio Levantino e Giovanni Scioti e dalla cardioanestesista Claudia Cariello procedeva all'intervento di sostituzione della protesi valvolare mitralica. Nei giorni successivi il decorso postoperatorio nella terapia intensiva cardiochirurgica e' stato privo di complicanze, ed in quinta giornata postoperatoria la paziente e' stata trasferita nella Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Chiara, dove ha potuto abbracciare il neonato. Un lieto fine, nonostante la severita' del quadro clinico, dovuto alle elevate professionalita' presenti nell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, ma soprattutto alla loro capacita' di fare squadra quando occorre l'apporto multidisciplinare.