(Adnkronos) - Oltre all'Aurelia 'acquistata', le donne venivano fatte prostituire sulla Tiberina, Casilina, Palmiro Togliatti e Tiburtina. Durante le ore lavorative, al fine di impedire qualsiasi fuga o liberta' di movimento, erano sorvegliate continuamente, attraverso un servizio di ronda serrata e ininterrotta che veniva svolta nei luoghi dove le giovani adescavano i clienti e nelle vie limitrofe, anche al fine di contabilizzare la durata delle prestazioni. Le ragazze vivevano a stretto contatto con i loro protettori, in alcuni casi, intrecciavano con loro una sorta di relazione sentimentale. L'attivita' d'indagine ha permesso di far luce su alcuni episodi di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti delle donne che volevano sottrarsi ai loro persecutori. Durante le attivita' e' emerso che una di loro era stata vinta da uno degli indagati in un gioco d'azzardo con un altro connazionale. Per un'altra ragazza i segni rimarranno indelebili: circa tre anni fa e' stata infatti 'marchiata a fuoco' con l'iniziale del nome del suo sfruttatore. Inoltre, indirettamente, i militari dell'Arma hanno assistito a un 'processo' zingaro nei confronti di una donna che, colpevole di aver tradito il marito con il cugino di quest'ultimo, era stata 'condannata' a prostituirsi e a darne i proventi al coniuge. Le tre donne fermate sono state portate nel carcere di Rebibbia, mentre i sette uomini nella casa circondariale di Roma Regina Coeli.