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Aids: Lila scrive a Beppe Grillo, no a negazionismo

Salute
domenica 20 maggio 2012

3' di lettura

Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) - "Abbiamo bisogno di tutti, anche di lei. Abbiamo bisogno di tutto, tranne che di un suo video dove dice che l'Aids è la più grande bufala del secolo". Lo scrive Alessandra Cerioli, presidente nazionale Lila onlus (Lega italiana per la lotta contro l'Aids), in una lettera indirizzata a Beppe Grillo. "Le scriviamo - dice Cerioli - perché crediamo che sia venuto il momento di chiedere una sua chiara, aggiornata e seria presa di posizione sul tema Hiv/Aids, dato che il suo nome viene molto sbandierato, grazie a un suo spettacolo di qualche anno fa, in innumerevoli mail che riceviamo e post che affollano siti e social network nostri e altrui, compreso il suo blog. Siamo perfettamente consapevoli che lo spettacolo teatrale di un comico, che si avvale di un particolare linguaggio, chiamiamolo iperbolico, non equivale a un programma politico. Altrettanto però non si può dire di parecchi suoi attuali estimatori, che quello spettacolo lo stanno usando contro di noi e contro il buonsenso. Quella, del resto, resta l'unica sua forte, esplicita, pubblica presa di posizione sull'argomento Hiv/Aids: in appoggio alle ipotesi negazioniste. Che oggi vengono riproposte, e con rinnovato vigore, anche facendosi forza della sua sottoscrizione". "Ma veniamo ai fatti. In un suo spettacolo risalente al 1998 lei ha affrontato il tema dell'Aids, definendolo senza mezzi termini 'la più grande bufala di questo secolo', negando il legame tra Hiv e Aids, ovvero negando che sia un virus trasmissibile che danneggia il sistema immunitario favorendo l'insorgere di patologie opportunistiche che possono portare alla morte. L'estratto è reperibile in versioni diverse, per esempio su YouTube. Lo spettacolo era 'Apocalisse morbida', trattava di temi medico scientifici e puntava il dito contro le case farmaceutiche e in generale il business della salute globale". "Dover combattere quotidianamente ancora oggi con i negazionisti, anche in buona fede per carità, che sembrano negli ultimi tempi essersi ricompattati con inedita aggressività - prosegue il presidente Lila - ci sta portando via energie e una buona dose di pazienza. Soprattutto, il negazionismo porta con sé il rischio che persone che vivono con l'Hiv, o che semplicemente vivono situazioni di rischio, o addirittura istituzioni, possano esserne affascinate o coinvolte, con tutte le conseguenze del caso in termini salute personale e pubblica. Egregio Beppe Grillo, lei oggi è comunque un politico. Con un ampio e importante seguito. Ci rivolgiamo a lei perché chiarisca una volta per tutte qual è, oggi, il suo pensiero su Hiv e Aids". "Crediamo che ciò non sia dovuto solo a noi, alla Lila. ma alle tante persone, cittadini, che ancora oggi rischiano di ricevere informazioni fuorvianti e potenzialmente pericolose, e non i giusti strumenti, anche culturali, per poter prevenire le infezioni e curare e rispettare le persone che vivono col virus. Crediamo sia dovuto anche ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle, per esempio quelli che siedono nel consiglio regionale dell'Emilia Romagna (Regione in cui ogni anno si registrano almeno 400 nuove infezioni), che da tempo stanno lottando anche in sede istituzionale perché resti alta l'attenzione e vengano attivati idonei e aggiornati strumenti preventivi. O quelli di Ravenna, che giusto in questi giorni hanno portato i temi della prevenzione dall'Hiv in commissione consiliare". "Beppe Grillo - conclude la Lila - dia una mano alle persone che vivono con l'Hiv e ai loro cari in questa lotta che ormai ha trent'anni e ancora non vede la fine. Alle persone, ai cittadini, che ancora con troppe difficoltà ricevono dalle istituzioni e dai media informazioni corrette e aggiornate, verificate da una comunità formata da medici, ricercatori, clinici, scienziati, ma anche da pazienti e attivisti. Dia una mano a tutti quelli che vivono nei paesi più poveri e che non possono essere curati anche perché l'Italia da anni non versa un euro al Fondo Globale di lotta a Aids, tubercolosi e malaria, neppure gli euro promessi".

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