(Adnkronos) - Secondo la norma in presenza di queste gravi diagnosi il medicinale e' a totale carico del Servizio Sanitario nazionale. Poi, pero', alle stesse pazienti dopo tre settimane, e' stato prescritto un altro farmaco, il Gonal F, che invece, serve nella seconda fase della fecondazione assistita. Di qui i sospetti denunciati dal dirigente sanitario della Asl della Bat: donne affette da gravi malattie mai avrebbero potuto assumere il secondo farmaco a meno che il primo non fosse stato utilizzato per un altro scopo terapeutico quale, appunto, la prima fase della fecondazione assistita. Quindi le diagnosi, che davano diritto alla prescrizione gratuita del costoso farmaco, potevano essere false. In realta' servivano solo per la fecondazione assistita, ma in quel caso il costo sarebbe dovuto essere a carico del paziente o del Centro al quale si rivolgeva per iniziare un percorso di Procreazione Medica Assistita (Pma). Lo stesso dirigente ha denunciato anche che le maggiori prescrizioni anomale venivano effettuate da una precisa Clinica Ginecologica del Policlinico di Bari. (segue)