(Adnkronos) - I Nas, coordinati dalla Procura, sono risaliti a un vero e proprio modo di agire che permetteva agli arrestati non solo di essere concorrenziali rispetto ad altre Centri di procreazione assistita perche' il costo dei farmaci era sostenuto dalla Sanita' pubblica, ma anche di truffare sul costo dei medicinali che in alcune occasioni veniva addebitato in fattura alla paziente. Dai primi accertamenti risulta che sarebbero stati truffati almeno 200mila euro al Servzio sanitario nazionale. In modo particolare i medici-ginecologi, che operavano come ricercatori al Policlinico di Bari, rilasciavano falsi certificati di diagnosi di gravi malattie a donne che in realta' si rivolgevano a loro solo con la speranza di diventare mamme. Queste donne, poi, venivano indirizzate nei Centri di Pma privati e qui iniziavano le procedure assumendo i farmaci forniti dagli stessi Centri che riuscivano a procurarseli a carico della Sanita' pubblica, ma che venivano calcolati direttamente o indirettamente nel pacchetto terapeutico (composto di quattro fasi) che le donne acquistavano.