Palermo, 18 mag.- (Adnkronos) - "Era un sistema di finte cooperative che veniva usato per fini illeciti, in cui le cooperative si gravavano fittiziamente dei dipendenti che erano in realta' al lavoro presso delle vere proprie societa' commerciali, concentrando su se stesse tutti i debiti tributari e contributivi relativi allo svolgimento delle loro attivita' di lavoro". Cosi' il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, ha spiegato la frode da 62 milioni di euro scoperta oggi dalla Guardia di finanza di Palermo, guidata dal generale Stefano Screpanti, che ha portato al sequestro di diverse societa' di autotrasporti. "Il sistema funzionava svuotando di contenuto le societa' che svolgevano effettivamente le attivita' commerciali - ha detto Messineo nel corso dell'incontro con i giornalisti - e trasferendo fittiziamente le attivita' a queste cooperative, che a loro volta non pagavano ne' i redditi tributari, ne' quelli contributivi, compensandoli con mezzi fraudolenti". Parlando poi dei coinvolti in questo sistema di fatturazioni false, Messineo ha detto: "Queste cooperative risultano avere portato in compensazione benefici per l'assunzione di lavoratori che se fossero stati veri avrebbero dovuto comportare un numero di lavoratori pari a quello complessivo della Fiat, alleviando la situazione dell'occupazione in Sicilia. In realta' si e' risolto tutto in una consistente frode ai danni della collettivita'". (segue)