(Adnkronos) - E anche questa volta Cosa nostra non e' rimasta a a guardare: "Da una parte alcune delle societa' beneficiarie dal sistema erano riferibili a soggetti legati a esponenti di Cosa nostra raggiunti in passato da provvedimenti giudiziari. Non e' logicamente pensabile che i clan rinuncino alla loro penetrazione nel campo economico. Sebbene non possiamo dire ci fosse il loro influsso diretto, l'inerenza con soggetti appartenenti a Cosa nostra e' comunque un fatto provato". Le cooperative coinvolte sono la Emmedi Logistic e la Gi.Da. Group, entrambe con sede in via Pietro Scaglione, la T&F e la Millennium Trasporti, entrambe con sede in via Lulli, la Trasporti e Spedizioni di via Jacopo Tintoretto. Quest'ultima societa', con la copertura di due impianti di distribuzione di carburante riconducibili ai boss Graviano e gia' sequestrati, in prossimita' della rotonda di viale Regione siciliana, avrebbe emesso fatture false per dieci milioni di euro. Complessivamente sono sei gli indagati: Giuseppe Damiata, 57 anni, consulente del lavoro, considerato dagli investigatori l'ideatore della frode, Anna Mangano, Antonio Costanza, Salvatore Oneto, Francesco Faija e Giosue' Rizzuto.