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Sprechi lungo la filiera agricola, rimasta in campo il 3,2% della produzione

Pari a 15.128.702 tonnellate
domenica 21 ottobre 2012

2' di lettura

Roma, 15 ott. - (Adnkronos) - Lungo tutta la filiera agroalimentare sono presenti sprechi, dalla produzione alla trasformazione, alla distribuzione, fino al consumo. Per quanto riguarda l'Italia secondo il Libro Nero dello spreco 2011 di Last Minute Market (Edizioni Ambiente), circa il 3,2% della produzione agricola è rimasta in campo, equivalente a 15.128.702 tonnellate di prodotto agricolo. I dati sono diffusi oggi nell'ambito del convegno "Alimentare la Terra, coltivare il futuro" organizzato a Roma per la Giornata mondiale dell'Alimentazione con la partecipazione di rappresentanti del governo e delle orgnaizzazioni Onu del polo agroalimentare (Fao, Ifad e Wfp). Le ragioni degli sprechi sono principalmente due, la non convenienza da parte dell'agricoltore nel raccogliere il prodotto in quanto i prezzi di mercato dello stesso non remunerano il lavoro, o difetti commerciali del bene (pezzature troppo grosso o troppo piccole, o danneggiamenti da eventi atmosferici). Sempre secondo il Libro Nero dello spreco 2011 di Last Minute Market (Edizioni Ambiente) nell'industria agroalimentare italiana, sulla base del campione analizzato, lo spreco medio ammonta al 2,6% della produzione finale totale, che porta ad uno spreco complessivo di 1.786.137 tonnellate di prodotti alimentari. La quantificazione degli sprechi nel settore distributivo si suddivide in due target di riferimento i mercati all'ingrosso (centri agroalimentari e mercati ortofrutticoli) e il sistema distributivo commerciale (cash&carry, ipermercati, supermercati e piccolo dettaglio). I dati riportati in precedenza hanno offerto una misura quantitativa dello spreco lungo la filiera agroalimentare italiana. Un'entità così abbondante, sia in termini assoluti che relativi alla produzione totale e al consumo effettivo, ha ovviamente un impatto economico altrettanto rilevante. Il calcolo ti tale impatto in ciascuna comparto, mette in evidenza come in Itali nel 2010 si siano letteralmente 'bruciati' 11.201.521.410 euro di prodotti alimentari ancora perfettamente consumabili.

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