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Ambiente: inquinanti minacciano balenottere nel Santuario dei cetacei

domenica 21 ottobre 2012

2' di lettura

Siena, 16 ott. - (Adnkronos) - E' a un livello allarmante la presenza di microplastiche nel mar Mediterraneo, anche nell'area protetta del Santuario dei Cetacei: il valore medio, 0,62 particelle di microplastica per metro cubo, e' simile a quello riscontrato nelle isole di spazzatura che galleggiano nell'Oceano Pacifico. I maggiori livelli riscontrati sono nel mar Ligure, con una presenza 7 volte superiore rispetto al Mar di Sardegna. Le microplastiche impattano pesantemente sul plancton e quindi, a cascata, sugli organismi marini: in particolare la balenottera comune, uno dei piu' grande filtratori al mondo di acqua marina, specie a rischio di estinzione, e' risultata contaminata in modo preoccupante dagli ftalati, i derivati piu' nocivi della plastica che hanno la capacita' di interferire sulle capacita' riproduttive. A questi risultati giunge il primo studio al mondo che ha verificato la presenza di microplastiche nel plancton e nelle balenottere, attraverso analisi tossicologiche effettuate su campioni di grasso sottocutaneo. Le microplastiche sono particelle di meno di 5 millimetri derivate dalla degradazione di rifiuti plastici. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca della professoressa Maria Cristina Fossi dell'Universita' di Siena, finanziato dal ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, e appena pubblicato sulla rivista scientifica "Marine Pollution Bulletin", ha fornito tre dati, i primi a livello internazionale su questo tema: il 56% dei campioni di plancton superficiale nell'area del Santuario Pelagos contiene particelle di microplastica, con un valore elevato; nel plancton e' molto alto il livello degli ftalati, composti additivi della plastica nocivi per la salute dei mammiferi e classificati come "distruttori endocrini", sostanze che interferiscono con la riproduzione; e' stato provato che gli ftalati presenti nel plancton vengono metabolizzati e possono avere effetti tossici sui cetacei, con alte concentrazioni rilevate nell'adipe sottocutaneo di 4 balenottere comuni su 5 ritrovate spiaggiate lungo le coste italiane. (segue)

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