Roma, 4 giu. - (Adnkronos) - "Sono totalmente sfiduciato, dopo tutto quello che ho passato". Cosi' l'ex dirigente generale della Polizia, Bruno Contrada, confida all'Adnkronos, attraverso il difensore, l'avvocato Giuseppe Lipera, il suo stato d'animo alla vigilia dell'appuntamento di domani, quando la Corte di Cassazione trattera', in pubblica udienza, il ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello di Caltanissetta che, l'8 novembre 2011 ha dichiarato inammissibile la domanda di revisione della sentenza di condanna del Tribunale di Palermo. Contrada, autorizzato dal magistrato di Sorveglianza ad assistere all'udienza, ha deciso di non partecipare, per motivi di salute. "Sta molto male. Ha una forte insufficienza respiratoria e problemi cardiaci - spiega Lipera - mi ha parlato con un filo di voce. Fra due mesi compie 81 anni, e fra tre finisce la pena detentiva. La sentenza della Cassazione potrebbe solo restituirgli l'onore". "C'e' un problema di natura processuale, di violazione delle norme di legge. Nel processo ci fu una grossissima irregolarita', perche' alcune carte che dovevano essere messe agli atti sono state tenute nascoste - osserva il legale - La Corte di Appello di Caltanissetta, dopo che emise decreto di citazione, per cui Contrada riconquistava le vesti di imputato, avrebbe dovuto dar corso al processo e poi decidere. Invece, io credo in base alle pressioni che ci sono state, decisero di emettere sentenza". Al contrario di Contrada, Lipera si dice "ottimista e fiducioso nella giustizia. Se i giudici della Cassazione accolgono il ricorso, rimetteranno gli atti alla Corte d'Appello di Catania e si fara' il processo di revisione".