(Adnkronos) - Nell'arco temporale di circa 6 mesi in cui si sono svolte le indagini gli indagati avrebbero fatto piu' volte ricorso alle armi per costringere commercianti e imprenditori di Castelvolturno a pagare le tangenti al clan. L'attivita' estorsiva e la gestione delle piazze di spaccio di droga rappresentano tra le principali fonti di sostentamento della cosca di Casal di Principe "e allo stesso tempo -dicono i pm- lo strumento piu' efficace per eseguire il controllo capillare del territorio". L'attivita' di indagine ha dimostrato che con gli arresti avvenuti verso la fine dello scorso anno in prossimita' delle festivita' natalizie le attivita' estorsive e di spaccio di droga il clan aveva subito "solo un fisiologico e temporaneo rallentamento riprendendo con rinnovata energia le proprie attivita' una volta ricomposto il direttorio del sodalizio". Durante le attivita' di intercettazione ambientale non sono mancati momenti di allarmante criticita' conseguenti alla esecuzione di azioni intimidatorie nei confronti di commercianti nella zona litoranea tra cui quella del 6 gennaio di quest'anno eseguita con l'esplosione di colpi di pistola contro le serrande del bar Green Gardin di Castelvolturno e ricostruita dai carabinieri di Mondragone attraverso l'ascolto delle conversazioni intercettate nell'auto degli esecutori materiali. (segue)